Lutto
Sigilli delle fiamme gialle al Gabbiano
PORTO SANTO STEFANO. Non c’è pace per Il Gabbiano della Cantoniera. Ieri, c’è stato l’ultimo colpo di scena: la guardia di finanza ha messo i sigilli alla struttura. A questo punto l’opportunità di...
PORTO SANTO STEFANO. Non c’è pace per Il Gabbiano della Cantoniera. Ieri, c’è stato l’ultimo colpo di scena: la guardia di finanza ha messo i sigilli alla struttura. A questo punto l’opportunità di aprire per questa stagione, se non ci saranno sviluppi in tempi brevi, rischia di sfumare all’orizzonte.
Il Gabbiano della Cantoniera, storica attività aperta sull’omonima spiaggia della Cantoniera nel lontano 1979, rischia dunque di restare con l’entrata sprangata per tutta l’estate. Gli uffici del Comune di Monte Argentario ne avevano ordinato la chiusura già a maggio, con l’ordinanza arrivata in conseguenza al provvedimento impugnato riguardo «il rigetto della concessione demaniale, relativa all’area in cui sorge la struttura, e della sanatoria edilizia di due condoni richiesti nel 1985 e nel 1994 per una parte dei manufatti realizzati abusivamente. Non è possibile dunque, in base all’ordinanza, procedere con la normale attività per quanto riguarda il lavoro di snack bar, ristorante e stabilimento balneare presenti».
Nei giorni scorsi pareva essersi riaccesa una speranza per portare almeno a conclusione, seppure parzialmente, la stagione, salvo poi arrivare un nuovo stop.
I proprietari stanno comunque cercando di mettere le cose in regola, con la speranza di aprire almeno per la fine dell’estate.
«Gli spiragli ci sono sempre – commenta il sindaco Arturo Cerulli – C’era un accordo procedurale di riapertura se i proprietari avessero demolito delle opere fatte senza titolo, questo per salvaguardare la stagione estiva. Al momento la pubblica amministrazione ha ritenuto che non sia stato fatto in toto. Questa ipotesi rimane in essere ma, se questa demolizione non avviene, credo che sia impossibile per i nostri uffici rilasciare il permesso di riapertura per quest’anno. Il problema è certamente di condono, permessi e concessioni: insomma, tante cose connesse e collegate l’una con l’altra. Secondo i nostri uffici, insomma, la demolizione fatta fino ad oggi non è quella concordata».
Andrea Capitani
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google