Sicurezza
Il Comune dice no alle ricerche geotermiche
Il progetto di Toscana Geo dovrà essere sottoposta a Via: Santa Fiora va all’attacco
SANTA FIORA. Ricerche geotermiche a Bagnolo: il Comune respinge al mittente l’ipotesi e sottolinea che il progetto di Tosco geo dovrà essere sottoposto a Via. «Le perforazioni profonde che la società Tosco Geo srl vorrebbe realizzare nei pressi di Bagnolo in località Lorentano nel territorio di Santa Fiora non sono ammissibili e neppure compatibili con gli indirizzi espressi dal Comune».
Questa la posizione del comune santafiorese che alza le barricate alla notizia che sono in arrivo due fori geotermici: «Benché esplorativi- fa sapere il Comune- non possono essere autorizzati in un’area vergine come quella bagnolese senza una Valutazione di impatto ambientale, sia per motivi tecnici che per motivi di opportunità».
Il permesso di ricerca per fluidi geotermici denominato “Bagnolo” insiste nei comuni di Santa Fiora, Piancastagnaio e Abbadia San Salvatore ed è stato richiesto dalla società Tosco geo alla Regione e prevede la realizzazione di una rete microsismica e due perforazioni profonde. Tosco Geo srl ha seguito questa procedura amministrativa cercando di evitare la valutazione di impatto ambientale, ma l’istanza prevede che, dopo la raccolta dei pareri da parte dei singoli Comuni interessati, delle unioni dei comuni, delle province, dei vari uffici regionali oltre che della Soprintendenza e delle associazioni o singoli cittadini, il nucleo di valutazione regionale degli uffici della Via esprima un parere in merito, che viene poi ratificato con una delibera di giunta regionale.
Il progetto è stato pubblicato il 13 luglio sul sito Internet della Via, e ci sono 45 giorni di tempo per presentare agli uffici regionali osservazioni tecniche in merito e quindi fino a lunedì 29 agosto 2016.
Il Comune di Santa Fiora avverte che nei prossimi giorni presenterà le proprie osservazioni critiche in merito. «I lavori di esplorazione di Tosco Geo srl a Bagnolo sono soltanto un progetto, non sono in programma- dice Davide Franceschelli che ha la delega all’ambiente- e a nostro parere, non sono neppure possibili nel futuro sia per motivi tecnici che per un equilibrio ambientale dell’area. Sono molti i motivi tecnici ostativi: il posizionamento ipotizzato per le esplorazioni è vicino al bordo sud del permesso di ricerca e pertanto dovrebbero andare in deroga alla vigente normativa di settore; non si capisce, poi, come possa essere trovata, all’interno della concessione, un’area idonea ad una centrale». (f.b.).
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