Sicurezza
Il socio: «Giù le mani dalla Coop»
Grosseto, dopo l'annuncio della chiusura, Silvano Brandi, tesserato dal ’79, chiede alla dirigenza di Riotorto rassicurazioni per il market di via Inghilterra. E c’è già una petizione pronta
GROSSETO. Non toccate quella Coop. Agita gli animi l’annuncio della chiusura del punto vendita a marchio Coop di via Inghilterra. Tant’è che è già pronta una raccolta firme. Lo stop ai carrelli è previsto in concomitanza dell’apertura del nuovo centro commerciale al Commendone, che sarà inaugurato nei prossimi mesi. Silvano Brandi, referente di Attac Grosseto e (soprattutto) socio storico di Unicoop Tirreno – «Io ci credo nella cooperazione» esordisce – chiede alle alte gerarchie della società di non rinunciare a quello store; e di chiuderlo, eventualmente, solo per il tempo strettamente necessario a un’auspicabile ristrutturazione. Unicoop ha risposto: ed è rassicurante.
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Al Commendone. Nei prossimi mesi sarà pronto lo shopping centre al Commedone che Grosseto attende da anni. Oltre a una galleria con una quarantina di negozi, ci sarà anche un ipermercato a marchio Coop: Ipercoop. Da mesi si mormorava che, in vista dell’apertura al Commendone, il market di via Inghilterra sarebbe stato chiuso. Nei giorni scorsi Unicoop Tirreno (su nostra richiesta) ha alzato il velo annunciando che: il supermercato del quartiere Pace verrà chiuso; la settantina di dipendenti verrà trasferita al Commedone; è probabile che il punto vendita riapri con una superficie di vendita ridotta.
La richiesta. «Vorremmo rassicurazioni dai dirigenti di Rio Torto (sede di Unicoop Tirreno) – dice Brandi che ereditò la tessera Coop nel ’79 da suo padre – Vorremmo essere certi che, con l’apertura al Commendone, il negozio di via Inghilterra sarà ristrutturato e nel giro di poco tempo riaperto. Al massimo entro due mesi». «Chiudere un negozio in un quartiere popoloso e popolare come quello – continua Brandi – significa creare enormi difficoltà». Il pensiero va agli anziani per i quali recarsi a fare la spesa al Commendone, sarebbe una complicazione, pur non trattandosi di una location lontana.
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La promessa. Brandi rammenta che la dirigenza della società aveva in passato messo alcuni confortanti paletti: «Durante gli incontri avuti con i dirigenti di Unicoop Tirreno – Brandi è anche membro del Comitato Soci Coop di Grosseto – era stato detto che al Commendone sarebbe stato trasferito solo l’abbigliamento e che i generi alimentari non sarebbero stati toccati: e a noi è questo che interessa».
La battaglia. Brandi interpreta cosa soci e cittadini vogliono e cosa no. «Una ristrutturazione del supermercato è necessaria – dice – Non vogliamo però che venga riaperto con lo status di mini coop, stile i market in-Coop di Barbanella o di via Brigate Partigiane. Serve un punto vendita dove ci sia tutto e a prezzi convenienti. Se servirà, faremo una petizione. Sto già preparando i moduli».
Qui Unicoop Tirreno. La società ha risposto: «Rassicuriamo il socio Brandi – si legge in una nota – e con lui soci e clienti della Coop di via Inghilterra: in concomitanza con l’apertura al Commendone, il supermercato chiuderà e subito dopo partiranno i lavori di ristrutturazione. L’obiettivo è: riaprire il più presto possibile un nuovo punto vendita solo alimentare e con dimensioni ridotte. Si tratta della stessa operazione condotta per altre nostre aperture: ultimo caso a Livorno, nel 2015, con lo storico supermercato Coop di La Rosa». Nella città labronica ci sono voluti quattro-cinque mesi di lavoro. A Grosseto? Vedremo.
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