Il Tirreno

Grosseto

Più di cento ettari di verde in cenere

di Francesca Gori
Più di cento ettari di verde in cenere

Sono stati 55 gli incendi che vigili del fuoco e guardia forestale hanno dovuto fronteggiare in questa prima parte d’estate

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GROSSETO. L’anno scorso, gli incendi nelle zone verdi della città e in quelle vicine al mare, in pineta a Marina o lungo la strada delle Collacchie non erano stati frequenti. E la Maremma, soprattutto nella zona del capoluogo che in quella di Marina di Grosseto stava cominciando a lasciarsi alle spalle un incubo ancora vivo nella testa di molti: il terribile incendio del 2012 che aveva distrutto la pineta a Marina. C’era stato qualche episodio a Castiglione della Pescaia, lungo la Panoramica dove il Comune ha anche installato le telecamere di sorveglianza, sperando così di prendere il piromane con le mani nel sacco.

Ma anche questo non è bastato: nel primo scorcio di estate, gli incendi scoppiati nella provincia di Grosseto sono stati 55, dei quali 23 hanno interessato aree boschive e hanno distrutto 24 ettari di bosco, contro i 128 ettari di altra vegetazione, per lo più sterpaglie stradali, aree in abbandono e alcune coltivazioni. Dati che la Regione Toscana ha intanto incamerato grazie ai rapporti della guardia forestale. Dati che ovviamente non sono definitivi ma che lo diventeranno una volta che le misurazioni saranno terminate.

Negli ultimi giorni il fenomeno si è attenuato, complice un po’ di pioggia che ha migliorato gli indici di infiammabilità della vegetazione. Ma l’inizio dell’estate in Maremma è stata un calvario per gli uomini dei vigili del fuoco, della guardia forestale, dei carabinieri, della polizia e della municipale che hanno fatto rete per acciuffare i piromani. Un uomo di 40 anni, dipendente pubblico, è stato denunciato per due roghi appiccati in città, in via Aurelia Nord e in via Cimabue.

Difficile per gli uomini del corpo forestale dello stato fare un’analisi delle cause: servono ancora accertamenti precisi, molta esperienza e soprattutto molta prudenza.

Le circostanze di luogo e di tempo in cui si sono sviluppati molti incendi, in questi giorni, non aiutano infatti a determinare con certezza se la causa sia volontaria o dovuta a comportamenti imprudenti.

Il primo pomeriggio, lungo i margini stradali con vegetazione secca ai bordi, in presenza di vento e con traffico sostenuto per la frequentazione balneare, è un contesto molto favorevole a ogni tipologia di innesco, che sia volontario o involontario. La classica cicca di sigaretta accesa e lanciata fuori dal finestrino dell’auto potrebbe aver dato il via agli incendi. E le indagini, in questo caso, sono molto difficili: i margini stradali sono i luoghi dove la repertazione di eventuali ordigni non è sempre possibile a causa della presenza di oggetti di varia natura, abbandonati al suolo dalle auto in transito, tra cui un cospicuo numero di cicche e di accendini.

Ma che dietro molti incendi scoppiati nelle ultime settimane, soprattutto quando il fuoco si è propagato sempre nelle stesse zone, come sulla strada delle Collacchie o davanti alla Questura, ci sia la mano di qualcuno è fuori discussione. C’è quindi una buona percentuale, non definibile con certezza, di eventi dovuti a comportamenti imprudenti, tra cui l’abbandono di mozziconi accesi e l’uso del fuoco in agricoltura che, nonostante i divieti, ancora viene rilevato.

Altri incendi invece sono stati opera di più piromani che hanno deciso di distruggere, per soddisfare un proprio bisogno, ettari di terreno.

Incendiario o piromane? È questa un’altra domanda che gli investigatori si stanno facendo in queste ultime settimane, soprattutto da quando gli incendi sono cessati.

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