Il Tirreno

Grosseto

Muore a 21 anni durante un’immersione

di Francesca Gori
Muore a 21 anni durante un’immersione

Il corpo del ragazzo è stato trovato a 25 metri di profondità: stava facendo pesca subacquea in apnea con un amico

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ISOLA DEL GIGLIO. La cala dell’Allume è un paradiso per chi il mare ce l’ha nel sangue. È un paradiso per i sub e per chi va in cerca di pesci, con le pinne e la maschera. In quel paradiso ieri mattina si è immerso Juan Senatra, un ragazzo di origini argentine che vive vicino Roma con i suoi genitori. Juan probabilmente si è messo a seguire un pesce, in profondità, quando si è sentito male. Con lui, che aveva solo 21 anni, c’era un amico che lo ha perso di vista durante l’immersione e ha dato l’allarme. Il corpo del ragazzo è stato trovato a 25 metri di profondità ed è servito l’intervento del personale di un diving per tirarlo su e metterlo sulla motovedetta della guardia costiera. Tutti hanno sperato a lungo che Juan si fosse allontanato da quella cala e che il suo amico lo avesse solo perso di vista. Ma ieri il mare non ha voluto restituire quello che aveva preso.

Il ventunenne romano ieri mattina è andato a cala dell’Allume molto presto. Secondo una prima ricostruzione degli uomini della capitaneria di porto il ragazzo è stato colto da un malore mentre era in apnea, forse proprio mentre stava seguendo un pesce a diversi metri di profondità. Era un apneista abbastanza esperto, il giovane turista romano che aveva l’Isola del Giglio nel cuore. Da anni ormai frequentava quei posti, conosceva quelle zone e anche in questo periodo aveva deciso di venire in vacanza qua con i genitori. Una settimana lontano da Monte Porzio Catone, dove abitava con il babbo Roberto e con la mamma Maria.

Ieri mattina la voglia di mare si è fatta sentire molto presto per il ragazzo. Erano le 7 quando i due giovani sono arrivati in acqua. Poco dopo, l’amico di Juan ha dato l’allarme perché non riusciva più a vederlo. La guardia costiera ha ritrovato il corpo del ventunenne a una profondità di 25 metri, adagiato sul fondale. Nei polmoni non c’era più aria. Un gruppo di divers hanno aiutato gli uomini della capitaneria a portare il corpo del ragazzo a bordo della motovedetta che è partita dal Giglio per accompagnare la salma a Porto Santo Stefano. Qui la ditta funebre Babbanini ha preso in consegna il corpo di Juan Senatra e lo ha portato all’obitorio dell’ospedale San Giovanni di Dio di Orbetello.

È toccato agli uomini della guardia costiera avvertire i genitori. Mamma Maria e babbo Roberto sono stati accompagnati all’obitorio dove ieri hanno dovuto riconoscere loro figlio. È toccato a quei due genitori poco più che cinquantenni la tragedia più grande che possa capitare: sopravvivere a loro figlio. A quel ragazzo che amava il mare, che amava il calcio e che aveva quel sangue vivo argentino che lo rendeva speciale.

La salma di Juan è a disposizione del magistrato che questa mattina deciderà se procedere con l’autopsia. Non ci sono dubbi sul fatto che il ventunenne sia stato ucciso da un malore. Un malore che gli ha fatto perdere i sensi e che lo ha fatto precipitare a 25 metri di profondità. La sostituta procuratrice Maria Navarro, dopo aver letto i verbali della guardia costiera deciderà se saranno necessari ulteriori accertamenti dopo la ricognizione del cadavere effettuata dal medico legale ieri sera all’obitorio. Poi il corpo del ragazzo tornerà con i genitori a Roma, dove sarà cremato.

@francegori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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