Il dolore
Un numero unico per le emergenze
L’associazione “Grosseto al centro” raccoglie firme da consegnare a sindaco e prefetto per sollecitarne l’attivazione
GROSSETO. Un solo numero, il 112, per tutte le emergenze, e un’unica centrale per attivare tutte le forze di polizia, il pronto soccorso e i vigili del fuoco.
La normativa europea già lo prevede, alcuni territori lo stanno sperimentando e adesso l’associazione “Grosseto al centro” ha avviato una petizione con cui chiede che la sperimentazione parta anche in provincia di Grosseto.
Ieri mattina Matteo Della Negra e Roberto Carlettini erano di fronte a Porta Corsica, con volantini e fogli per la raccolta delle firme. Nulla a che vedere con Movimento 5 Stelle e Meetup vari, solo un’azione civica di un’associazione che ha deciso di utilizzare tutto il mese di agosto per raccogliere firme da presentare al sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna. L’obiettivo è che si inizi a sperimentare, anche in Maremma, quello che ormai è un obbligo posto dall’Unione europea, su cui, però, l’Italia ancora sembra arrancare, complice, forse, il corporativismo che ancora contrappone le varie forze di polizia: l’unificazione delle centrali operative delle forze di polizia e dei servizi di emergenza in un’unica centrale che faccia capo alla Questura, con il numero unico 112, al quale oggi in Italia rispondono i carabinieri, ma che nel resto dei Paesi europei serve per ogni genere di emergenza, come negli stati uniti il 911.
Il numero di emergenza unico peraltro è stato voluto dal legislatore italiano nel 1981, ma nonostante una direttiva europea che aveva rimandato il termine ultimo per adempiere al 2008, ancora non si è fatto nulla e l’Italia è stata anche multata per questo.
La gente che passa non sembra indifferente alla questione. Anzi, si ferma ad ascoltare le spiegazioni di Della Negra e Carlettini, e spesso la firma la mette: convince l’idea di fondo che non solo ci si debba mettere in regola con le normative europee, ma che si possano anche ottimizzare le forze in campo, togliendo personale dagli uffici e mandandolo per strada, per garantire un migliore e maggiore presidio del territorio.
La petizione dovrebbe essere portata, dal sindaco di Grosseto, all’attenzione del prefetto e del tavolo per la sicurezza e l’ordine pubblico, in modo da poter avviare anche in provincia di Grosseto, così come avviene già a Prato e in Lombardia, la sperimentazione della centrale operativa unica, evitando, però, di farne un call center.
«Noi - ha detto Della Negra - non vorremmo che si seguisse il modello adottato in Lombardia, dove si è costituito una sorta di call center laico, vogliamo, invece, che si unifichino le centrali operative, per ambedue i distretti telefonici di Grosseto e Follonica, in un’unica sala in cui siano presenti rappresentanti delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco e del servizio di emergenza urgenza sanitario».
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