Il Tirreno

Grosseto

Santini lascia il consiglio dopo 15 anni d’opposizione

di Alfredo Faetti
Santini lascia il consiglio dopo 15 anni d’opposizione

Il capogruppo repubblicano attacca: «Politica cristallizzata che non si evolve» Imprenditore e laureato in economia, auspica un cambio di passo in Comune

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MASSA MARITTIMA. «La politica massetana, purtroppo, da troppo tempo è cristallizzata, imperniata su uno schieramento che con le evoluzioni coerenti con i tempi passati ha governato, e sta governando, da tanti decenni e un coacervo di forze diverse cosiddette di minoranza. Una cristallizzazione che secondo me e secondo i repubblicani ha raggiunto i livelli dell’asfissia politica lasciando difficilmente immaginare una prospettiva di utile cambiamento».

Tre legislature all’ombra della foglia di edera. Tre legislature dietro ai banchi dell’opposizione in nome del partito repubblicano, a dare battaglia alle varie amministrazioni di centrosinistra che si sono succedute. Tre legislature: i quindici anni di Luca Santini.

Il capogruppo repubblicano nel consiglio comunale di giovedì sera ha rassegnato le sue dimissioni dall’assise di Massa Marittima, convinto che ormai la sua esperienza sia giunta al termine e che sia ora di passare la mano a nuovi esponenti. Ma nel suo discorso di congedo, oltre a criticare il centrosinistra, Santini ha voluto lasciare un monito agli ormai ex colleghi. «Tante volte si è parlato, e ribadisco, pur nella diversità delle impostazioni, di nuova occupazione, di nuove iniziative, di sviluppo del turismo e di altre sponde su cui far riferimento per prospettare un migliore futuro della nostra collettività. Tutti ne abbiamo parlato e, però, purtroppo nulla di concreto è stato realizzato».

Quarantadue anni, laureato a Pisa, imprenditore, Luca Santini è stato a suo modo un protagonista.

La prima volta che ha messo piede nel consiglio comunale massetano era la primavera del 2004, rigorosamente per il Pri, ottenendo un risultato elettorale anche soddisfacente.

La fascia tricolore andò a Lidia Bai, quel sindaco a cui Santini ha fatto opposizione per dieci anni. Anche nelle amministrative del 2009, infatti, lo ritroviamo sulla scheda elettorale, questa volta in coalizione con il Pdl e il suo candidato Giovanni Favilli, con cui divorziò subito dopo le urne, creando così tre gruppi d’opposizione: Pdl, Pri e Massa Comune. Un rapporto strano, quello tra Santini e la civica, inizialmente collaborativo, per poi logorarsi in questa legislatura, quella di Marcello Giuntini, quando le due parti hanno preso più a litigare che a collaborare. Una legislatura, questa, in cui il repubblicano aveva riposto molta fiducia.

«Questa legislatura ci aveva fatto illudere, e ci credevamo, pur in una conformazione del consiglio comunale non soddisfacente dal nostro punto di vista, che avrebbe potuto rappresentare un inizio di svolta per poi tornare a credere in un futuro di ripresa e di sviluppo - ha detto durante il suo congedo dall'assise - Oggi dobbiamo prendere atto che a metà del suo percorso la legislatura sta dimostrando di proseguire con quell'andamento di degrado politico e sociale, e soprattutto economico, che tanto guasti ha determinato al nostro territorio».

Da qui, il repubblicano torna a ripetere l’esigenza di un’alternanza al governo cittadino. «Non voglio lasciare questo consiglio comunale con toni troppo pessimistici, ma non posso negare a me stesso in uno con tutta la mia parte politica che la situazione del Comune è perfino peggiorata - ha concluso - Considerazioni di questo tipo inducono a prendere un'iniziativa che smuova lo stato di stagnazione in cui ci troviamo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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