Finanza
Angelo e il pomodoro da record
Campagnatico, coltiva la terra da 72 anni, nel suo orto ha visto spuntare un cuore di bue che pesa un chilo e 200 grammi
CAMPAGNATICO. La terra non dà solo buoni frutti ma anche delle belle soddisfazioni: come non essere compiaciuti se nell’orto ti cresce un pomodoro da un chilo e duecento grammi? Angelo Tiberi, classe 1929, è talmente soddisfatto che dalle campagne (appunto) di Campagnatico – località Granaione – è venuto giù in città, a Grosseto, per mostrare il suo portentoso cuore di bue. «Mi è venuto un pomodoro da un chilo e due – ci aveva detto qualche giorno fa al telefono – ve lo porto a vedere». Detto, fatto: arriva con il pomodoro superstar in un cestino che assomiglia a quello per le fragole, a quello per le more che si raccolgono ai bordi delle strade infilando le mani tra i rovi.
Adesso ha l’orto Angelo, ma fino a quando gli anni non si sono fatti sentire stava dietro a venti ettari di campi (di cui oggi si occupano i figli). Era un ragazzino Angelo quando ha cominciato a piegare la schiena sulla terra. Ora, sotto un certo punto di vista, è in pensione, ma nell’animo rimane agricoltore. Anzi, contadino: cioè non solo chiede pane alla terra, ma si emoziona anche di fronte alle generose straordinarietà di Madre Natura. Lui, però, forse, è di un’altra opinione. Il merito per quel pomodoro da Guinness dei primati non è di Madre Natura: è il suo.
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Angelo, per quanti anni ha coltivato la terra?
«Eh, quando ho cominciato avevo 15 anni, ora ne ho quasi novanta. Quando tornai dal militare – l’ho fatto in Sardegna, in Cavalleria – mi feci dare il podere dall’Ente Maremma».
Il suo lavoro le ha dato altre soddisfazioni come questa del super pomodoro?
«Altroché. Anni fa sono stato premiato per il vitellone chianino più bello: ho ancora il diploma a casa. Il mio vitellone era il più bello su dieci province in concorso».
Cosa aveva di speciale?
«Era bellissimo! Gli avevo dato cinque chili di borotalco per farlo sembrare più bianco di quanto già era».
Ce lo dice il segreto per far venire pomodori così?
«Certo. Prima di tutto bisogna prendere i semi della signora Rosanna».
E chi è?
«Rosanna Caldarelli. Ha il negozio all’inizio della Scansanese, prima della chiesa del Cottolengo. Da lei compro semi e piantine. Sono ottimi. È così una brava sposa. E mi vuole un sacco di bene».
Quindi i semi della signora Rosanna, e poi?
«E poi nell’orto ci vuole un uomo morto»
In che senso?
«Bisogna stare sempre lì. Non si può seminare e andare via».
Bene. Poi?
«Eh, nel mio orto c’è una bella brezza e questo aiuta molto. Poi bisogna annaffiare la sera e la mattina. Concime solo di stalla: delle vacche, e se c’è quello del maiale, è anche meglio. E poi i bozzolini».
Cioé?
«I vasetti delle piantine. Ho coperto i pomodori coi bozzolini: se la mattina era bel tempo, li scoprivo; se era più fresco, li lasciavo su».
Il segreto per avere pomodori super, insomma, è stato svelato.
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