Sicurezza
Rifiuti, grana per Sei «Contratto da annullare»
M5s chiederà al Comune capoluogo di invalidare la decisione del 2013 in forza di una sentenza del Consiglio di Stato che bacchetta le Regioni
GROSSETO. Una sentenza del marzo scorso mina il contratto tra i Comuni e Sei Toscana. L’ha emessa il Consiglio di Stato chiamato ad esaminare un caso lombardo ma che nei contenuti riguarda tutto il territorio nazionale. Il sunto è che «il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti non deve essere necessariamente affidato a terzi». Non solo, ribadisce anche che la gestione dei rifiuti, essendo legata a materie quali Ambiente e Concorrenza, è di «esclusiva competenza dello Stato» e che nessuna legge regionale «può andare a stravolgere questo ordinamento».
Tanto si legge nella sentenza. «Questo significa che la legge della Regione Toscana del 2011, con cui si obbliga i Comuni a legarsi con il gestore unico (Sei Toscana appunto ndc) è illegittima» dice Claudio Fiori, esponente del Movimento 5 Stelle, professione avvocato. Ed è in forza di questa sentenza che ora i pentastellati presenteranno un documento (forse una mozione) per chiedere all’amministrazione di Antonfrancesco Vivarelli Colonna di annullare il contratto stipulato con Sei. «Se si rifiuterà di valutare questa strada - dicono i 5 Stelle - significa che le promesse in campagna elettorale erano bugie». La questione è prettamente tecnica e occorre procedere per gradi. Nel 2011, quando vengono abrogati gli ambiti territoriali, lo Stato sancisce che il servizio venga ridisegnato sulla base del principio di sussidiarietà, dando ai Comuni la scelta su come muoversi. La Regione Toscana, però, emette una legge a quel punto, proprio in base alla sussidiarietà, creando un intermediario tra lei e i Comuni: l'Ato. «È stato subito chiaro che era una legge illegittima, perché lo Stato non imponeva, come poi ha fatto la Regione, di passare attraverso un intermediario» dice Fiori, che a riguardo ha presentato anche un ricorso al Tar per conto del Comune di Livorno. Accade anche un’altra cosa nel 2011: il bando per il servizio va a gara e viene assegnato all’Ato e conseguentemente a Sei Toscana. Nel 2012, però, una legge nazionale, legata ai principi di concorrenza, afferma che la competenza in materia è esclusiva dello Stato e che non c'è alcun obbligo di dover affidare il servizio di raccolta e smaltimento a terzi.
E qui arriviamo all'ultimo passaggio della nostra ricostruzione, con la stipula del contratto tra Sei Toscana e il Comune di Grosseto. «Ma a quel punto il quadro normativo era cambiato» spiegano i 5 Stelle. È vero, ma le disposizioni erano pur sempre ambigue. E a mettere ordine e chiarezza riguardo a questi aspetti ci ha pensato il Consiglio di Stato con la sua sentenza emessa il marzo scorso. La legislatura in materia gestione dei rifiuti è competenza esclusiva statale, nessun obbligo di affidarsi a terzi: questi i capisaldi della sentenza, che ora mina la solidità di quel contratto stipulato nel 2013. Il Movimento almeno ne è convinto e ora intende andare fino in fondo su questa vicenda, cercando di mettere anche a nudo le intenzioni dell’amministrazione Vivarelli Colonna. I pentastellati vogliono chiedere al sindaco di verificare la fattibilità di un’uscita dal contratto con Sei, forti del pronunciamento del Consiglio di Stato. L’indecisione è se presentare una delibera d'indirizzo o una mozione, ma è probabile che la scelta ricada sulla seconda strada, visto che una delibera dà il via ad un iter tecnico, mentre la mozione comporta una presa di posizione politica. «Se voteranno contro - concludono dal Movimento - significa che in campagna elettorale hanno mentito».
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