Attenzione
Quella strada dimenticata tra erba alta e sporcizia
GROSSETO. Per circa un chilometro la strada non ha segnaletica, niente strisce, l’erba è alta e non c’è manutenzione. Protestano una trentina di famiglie che popolano le graziose ville e villette...
GROSSETO. Per circa un chilometro la strada non ha segnaletica, niente strisce, l’erba è alta e non c’è manutenzione. Protestano una trentina di famiglie che popolano le graziose ville e villette di via del Commendone, arteria si affaccia alle porte di Grosseto unendo via Senese (sul lato opposto dell’ospedale) con l’area del nascente centro commerciale. All’orizzonte - al di là dei campi - si intravedono le strutture commerciali in arrivo.
L’intera zona ha già messo in cantiere e visto realizzare la nuova viabilità a servizio del Pis, ma intanto deve fare i conti con quella “vecchia” che si trascina - a quanto pare - una serie di problemi di lunga data mai risolti.
Riccardo Rossi, autista grossetano di 44 anni, ce li indica a uno a uno facendo presente - dice - «che vi abito dal 1977 e che da tale data non sono mai stati presenti segnaletica orizzontale e verticale, regolare pulizia delle strade, manutenzione del verde pubblico e dei marciapiedi e quanto necessario per una civile esistenza. Ora - insiste lui - visto che pagare le varie “gabelle” è fatto d’obbligo, direi che sarebbe consono anche dare un servizio (pulizia e regolamentazione parcheggi o quant’altro) come in ogni altra parte della città». E perché qua no? Via del Commendone appare a tutti gli effetti, se per esempio la osserviamo da un parcheggio di fronte a una chiesa apostolica, come una strada dalla manutenzione e dalle regole assenti. Tutto lasciato al caso. «L’erba la taglio io - dice Rossi indicando un pino mai potato - Il marciapiede accanto ai cassonetti è divorato dall’erba alta». Nessuna regolamentazione della sosta o delle direzioni in entrata e uscita dal parcheggio; nessuno stallo disegnato. Le auto parcheggiano come vogliono, occupano uno spazio che doveva essere occupato dai bidoni della spazzatura («mai messi»), si affiancano ai cassonetti, divorano spazio per le eventuali spazzatrici in arrivo, che di conseguenza non possono lavorare. «Le ultime segnalazioni - continua Rossi anche a nome di altri abitanti (Giovanni Evangelisti, Rossella Gambini, Vittorio Rossi) e delle decine di famiglie confinanti - sono state archiviate come “passate all’ufficio competente” e immediatamente prima delle elezioni come “chiuse perché aperte da più di 3 mesi”. Ho rimandato una segnalazione all’Urp due giorni fa. Ci chiediamo cosa si debba fare per ripristinare, anzi, per introdurre per la prima volta regole, manutenzione e pulizia».
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