Sicurezza
«L’inceneritore non va chiuso» Interrogazione in consiglio
SCARLINO. La discussione sull’inceneritore di Scarlino torna nel dibattito politico. Non in quello locale però, bensì a Siena. In consiglio comunale infatti il gruppo Pd ha presentato un’interrogazion...
SCARLINO. La discussione sull’inceneritore di Scarlino torna nel dibattito politico. Non in quello locale però, bensì a Siena. In consiglio comunale infatti il gruppo Pd ha presentato un’interrogazione al sindaco Bruno Valentini (anche lui Pd) per sapere quali potrebbero essere «le conseguenze in caso di fallimento della Scarlino Energia su Siena Ambiente e sulla gestione del ciclo dei rifiuti Ato Sud».
Valentini ha risposto che Siena Ambiente (partecipata del suo Comune) ha ormai svalutato la partecipazione di Scarlino Energia, concludendo che dal canto suo spera «nella ripresa dell’attività», che stando ai programmi societari dovrebbe avvenire nella seconda parte del 2017. «Facciamo tutto il possibile per evitare la chiusura dell'impianto di Scarlino» ha detto Simone Vigni, che ha presentato l’interrogazione.
Un dibattito senese che ha fatto ben presto ad arrivare in Maremma. «C’è da rilevare quanto i senesi siano all’oscuro delle volontà contrarie al funzionamento dell'impianto, espresse sia dalla popolazione che dai loro rappresentanti dei Comuni di Follonica e Scarlino» dice Roberto Barocci del Forum Ambientalista. La discussione del Pd senese in consiglio ha infastidito molto gli ambienti del fronte del No all’inceneritore. «Da quando le amministrazioni di Follonica e Scarlino si sono opposte al rilascio di nuove autorizzazioni, il sostegno all'impianto arriva da sindaci che non hanno nulla a che fare con questo territorio: prima Massa Marittima, poi Siena». Questo il senso del malumore ambientalista. Ma Barocci va più nello specifico. «Valentini mente quando attribuisce il debito di oltre 60 milioni di euro, accumulato da Scarlino Energia, ai fermi di carattere giudiziario: l'impianto ha avuto modo di funzionare continuativamente e liberamente, senza vincoli autorizzativi, per due anni nel 2013 e nel 2014 e durante questi anni ha avuto ben 135 fermate dei singoli forni, dovute alla inadeguatezza degli impianti». Per il Forum Ambientalista, insomma, si tratta solo di interessi privati. «I crediti ricevuti da Scarlino Energia sono stati concessi per lo più dal Monte dei Paschi e non sorprende che oggi tale banca sia in difficoltà per crediti non esigibili: di questo dovrebbero discutere i senesi, se fossero correttamente informati». (a.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
