Gioco
I canadesi a caccia di gas nel verde di Gavorrano
Sono agli sgoccioli le ricerche della Magma Energy per scovare pozzi geotermici Il progetto prevede una rete di teleriscaldamento che attraversi tutto il territorio
GAVORRANO. A caccia di risorse geotermiche nascoste nel sottosuolo minerario. Sta giungendo al termine la campagna di scavi e ricerche della società Magma Energy nelle campagne gavorranesi: si è svolta negli ultimi due mesi e con l’obiettivo di scovare eventuali pozzi di energia termica. Il 31 luglio si concluderà la fase dei rilievi geofisici delle aree prese in esame per poi procedere all’elaborazione dei dati raccolti, in modo da capire se ci saranno margini per mettere in piedi un progetto (e quindi un investimento) per lo sfruttamento della geotermia a Gavorrano.
Un tempo era la pirite, oggi sembra essere l’energia naturale il grande tesoro da scovare nelle Colline Metallifere e su cui si è focalizzata l’attenzione di diverse società. Ci sono gli impianti ormai avviati di Enel Green Power nella zona di Monterotondo Marittimo, nei mesi scorsi ci sono stati i saggi per l’estrazione nelle campagne massetane da parte della Sorgenia Geothermal, e adesso la Magma Energy, società canadese con filiale in Italia, sta accelerando i tempi nel comprensorio di Gavorrano.
Non è una novità infatti che i canadesi siano in cerca di bacini geotermici nella zona minerarie, ma la campagna di ricerche andata in scena a cavallo tra giugno e luglio sembra rappresentare un passo decisivo verso una conclusione degli studi.
La società ha presentato il suo ricorso già nel 2010, iniziano poi con i lavori nel 2012 con ricerche a tappeto sul territorio che sono andate avanti fino ad oggi. Il punto di arrivo della società del resto è ambizioso: realizzare una rete di teleriscaldamento che attraversi tutto il territorio.
I rilievi di questi due mesi sono stati affidati alla ditta Geofyzka Torun con sede in Polonia, che, a sua volta, utilizza la Ditta Sgt di Matera, per i rapporti con gli enti e i proprietari dei terreni interessati. Non è un lavoro da poco, organizzare questi rilievi, dato che richiedono la presenza di una squadra sismica che è arrivata ad essere composta da settanta uomini.
La campagna di rilievo è stata portata avanti con strumenti Gps, in grado di trovare l’esatta localizzazione sul terreno dei punti di energizzazione e di ubicazione dei geofoni (sensore che capta le vibrazioni del terreno): l’accesso alla linea e ai punti di energizzazione è avvenuta attraverso la viabilità esistente (strade, piste, sentieri) e non ci si sono stati lavori di movimento di terra per l’apertura di piste per l’accesso di personale e mezzi. In questo modo il territorio preso in esame è stato picchettato e ogni sua porzione è stata esaminata con cura, in modo da estrarre quei dati che potranno indicare la presenza o meno di risorse geotermiche nelle campagne gavorranesi.
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