Sicurezza
Sparo mortale a caccia: patteggia un anno
Omicidio colposo, l’incidente era avvenuto durante una battuta al cinghiale a San Martino sul Fiora
MANCIANO. Quel colpo di fucile non gli aveva lasciato scampo. Isoliero Giuliani, 75 anni, guardia venatoria storica del comprensorio Fiora-Albegna, era morto durante una battuta di caccia al cinghiale da lui stesso organizzata nella zona di San Martino sul Fiora. Per quel decesso, avvenuto il 1° dicembre 2014, è finito sotto accusa uno dei partecipanti alla battuta: omicidio colposo. Domenico Serra, 47 anni, di Sorano, è stato giudicato all’udienza preliminare dal giudice Sergio Compagnucci: difeso dall'avvocato Carlo Valle ha patteggiato 1 anno con il sostituto procuratore Marco Nassi. Il giudice, che ha ritenuto congrua la pena, ha disposto la sospensione e la non menzione ma anche la confisca dell'arma e delle munizioni, il tutto da consegnare alla Direzione di artigliera. Alle parti civili, cioè ai tre familiari di Isoliero, assistiti dall'avvocato Rachele Morini, sono state riconosciute le spese di costituzione per 2.142 euro.
Secondo l'imputazione, Serra avrebbe abbandonato la postazione assegnata dal capocaccia e avrebbe ignorato il richiamo di quest’ultimo a non sparare verso la strada. Al momento in cui era passato un gruppo di cinghiali, diretto verso un’area di cui non aveva la completa visuale a causa di una folta siepe, Serra avrebbe esploso dei colpi di fucile. Uno di quei colpi aveva raggiunto Giuliani, che si trovava su un rilievo oltre la vegetazione, vicino alla strada provinciale 22, intento a osservare la battuta di caccia.
Il giudice ha esaminato la documentazione del fascicolo, aperto con il rapporto dei carabinieri di Saturnia, che seguirono le prime fasi di indagine. Fascicolo che contiene la relazione medico legale del dottor Matteo Benvenuti e quella balistica del dottor Gustavo Caldora. Quest’ultimo, in particolare, ha indicato che Giuliani è stato ucciso da una pallottola sparata dal fucile di Serra. Sussistono dunque i gravi indizi di colpevolezza a carico dell’imputato, la cui azione deve essere inquadrata - ai fini dell’entità della pena - nell'ambito dell'esercizio di un’attività pericolosa come deve essere ritenuta una battuta al cinghiale.
Pierluigi Sposato
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