Il Tirreno

Grosseto

Parte la nuova era di Grosseto Cultura

di Gabriele Baldanzi
Parte la nuova era di Grosseto Cultura

Sotto la presidenza di Chigiotti due membri di nomina comunale (Venier e Bertelli) oltre a Paolini e Morelli. Cinque soci privati

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GROSSETO. Oggi inizia l'era Chigiotti alla Fondazione Grosseto Cultura. Si insedia infatti il nuovo consiglio, che verrà presieduto, come annunciato da tempo, dal celebre architetto. Regista di questa operazione è il vicesindaco Luca Agresti, con delega alla cultura. Del nuovo direttivo fanno parte anche il giovane Sebastiano Venier di Montepescali e la leghista Simona Bertelli (le altre due nomine politiche), oltre all'avvocato Alessandra Paolini e a Luisa Morelli (entrambe in quota ai soci privati), quest’ultima figlia della dirigente in pensione Gabriella Papponi Morelli. Una delle due sarà vicepresidente, ruolo ad appannaggio dei cinque soci privati: Centro medico Vasari, Eden Park Hotel, Nuova Solmine, Terme marine Leopoldo II e Uscita di Sicurezza.

Giuseppe Chigiotti, 70 anni, studio in Maremma e a Milano, ha progettato opere importanti in mezzo mondo, tra cui l'ambasciata italiana a Tokyo, designer per Driade e Danese, professore universitario al Politecnico di Milano. Nel 2011 fu presidente del comitato elettorale della campagna elettorale del sindaco Emilio Bonifazi, a marzo di quest’anno ha scelto di appoggiare Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Se non altro, porta bene.

Istituita nel 2008 dal Comune di Grosseto, la Fondazione oggi è uno strumento aperto all'adesione di soggetti individuali e collettivi, economici e culturali. Ci sono degli importanti soci privati, con cui viene svolto un costante confronto e un arricchimento delle proposte culturali, contribuendo al finanziamento dei progetti. Da un anno e mezzo è stato approvato il nuovo statuto che ha segnato un cambiamento sostanziale: Fondazione è diventata infatti partecipativa e, insieme ai soci sostenitori che già erano presenti, è stato possibile sottoscrivere - per persone fisiche, associazioni, soggetti economici e istituzioni - accordi quinquennali, dando l’opportunità di acquisire diritti decisionali. E con l’insediamento del nuovo direttivo si chiude l'era di Loriano Valentini, a cui vanno riconosciuti dei meriti: nel 2015 sono stati proposti più di 30 progetti (cinema, arte, letteratura, musica e natura) per più di cento eventi che in totale hanno superato le diecimila presenze. Il progetto culturale 2016, che ora verrà un po’ aggiornato dai nuovi amministratori, dava continuità ai format ideati e realizzati negli ultimi anni e proponeva novità tese a consolidare il valore culturale dell’offerta. La Fondazione, lo ricordiamo, è un soggetto strutturato e con un bilancio finanziario sano, tanto che gli ultimi bilanci si sono chiusi con piccoli avanzi. Il 53 per cento degli introiti arrivano in autofinanziamento con una particolare attenzione alla riduzione del sostegno pubblico. In crescita anche il tesseramento.

Per la cronaca, la Fondazione gestisce alcuni importanti ambiti cittadini di promozione culturale come l'Istituto musicale comunale Palmiero Giannetti, il Museo di storia naturale della Maremma e il Cedav (Centro di documentazione delle arti visive del Comune di Grosseto), che da poco ha tra l’altro preso “casa” nel nuovo polo culturale dell’ex convento delle Clarisse.

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