Il Tirreno

Grosseto

«Dolo da escludere, lo dice anche il complice ferito»

Non è possibile in alcun modo inquadrare l’episodio del 20 giugno 2012 a titolo doloso. Il giudice Montesarchio ha respinto le richieste formulate in tal senso dal legale di parte civile, l’avvocato...

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Non è possibile in alcun modo inquadrare l’episodio del 20 giugno 2012 a titolo doloso. Il giudice Montesarchio ha respinto le richieste formulate in tal senso dal legale di parte civile, l’avvocato Carlo Manti (in rappresentanza dei familiari di Arito Canaj). «La traiettoria dello sparo - si legge nelle motivazioni - la certificazione della lesione al ginocchio riportata dall’agente, le dichiarazioni del complice di Canaj che afferma di aver sentito lo sparo quando l’auto su cui si trovava già si stava allontanando, le valutazioni di compatibilità tra il movimento rotatorio dovuto all’urto alla gamba e la traiettoria del proiettile, sono tutti elementi di segno contrario a tale asserzione della difesa di parte civile. È credibile e riscontrato che l’agente non volesse sparare o almeno non volesse farlo in quel momento e a quella brevissima istanza dai fuggitivi, meno di 10 centimetri secondo la perizia».

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