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Grosseto

Ok dal consiglio regionale, cresce l’ecotassa

Ok dal consiglio regionale, cresce l’ecotassa

Scatta la misura “antidiscariche”. Malumori tra i sindaci dell’Ato rifiuti: «Non ci hanno ascoltati»

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GROSSETO. Via libera dal consiglio regionale alla legge di adeguamento della cosiddetta ecotassa, cioè il tributo dovuto per il conferimento in discarica dei rifiuti. Una misura assunta dalla Regione per disincentivare il ricorso alle discariche, e favorire la differenziazione e il recupero dei rifiuti. Contestualmente alla proposta di legge, il consiglio ha approvato un ordine del giorno presentato dalla vicepresidente Lucia De Robertis e dal capogruppo Pd Leonardo Marras, che vincola una consistente parte degli introiti dell’ecotassa per rafforzare la raccolta porta a porta particolarmente nel sud della Toscana senza provocare a gravi in bolletta ai cittadini.

«Contestualmente all’aumento dell’ecotassa - spiegano Marras e De Robertis - vogliamo far scattare una vera e propria compensazione a favore dei cittadini, attraverso il finanziamento da parte della Regione di un rafforzamento della raccolta porta a porta soprattutto nelle province delle Toscana del sud che oggi risultano in ritardo nel perseguimento degli obiettivi di legge e della programmazione regionale. Questo farà sì che i cittadini non si troveranno in bolletta il costo del servizio.

«Mi auguro - concludono - che i sindaci Ghinelli e Vivarelli Colonna apprezzino questa iniziativa e collaborino attivamente per la sua realizzazione».

Critiche dall’Ato. E invece a quanto pare l’iniziativa non è stata presa esattamente bene, dai sindaci del’Autorità dei Rifiuti Ato Toscana sud che intervengono con una nota spiegando di aver «appreso con stupore delle decisioni ma soprattutto delle modalità» con cui la Regione è andata a deliberare sulla revisione dell’ecotassa. A intervenire sono il presidente dell’assemblea Alessandro Ghinelli sindaco di Arezzo, e il presidente del consiglio direttivo Alessandra Biondi, sindaca del Comune di Civitella Paganico.

«La Regione - dicono - che per anni ha cercato e voluto una polarizzazione della gestione dei rifiuti sulla base di tre Ato per la pianificazione e regolazione della gestione dei rifiuti in un percorso di individuazione di tre gestori regionali - consapevole degli effetti sia politici che tariffari che tale percorso avrebbe generato - alle soglie di un provvedimento che potrebbe comportare significativi aggravi tariffari per gli utenti non ha minimamente coinvolto le Autorità che di questi aumenti dovranno tener conto nell’ambito delle funzioni che la Regione ha loro assegnato. L’Ato Toscana Sud che con impegno notevole è riuscita, ad esito dell’affidamento al gestore unico, ad avere una crescita zero delle tariffe negli ultimi due anni, in riferimento al corrispettivo Tari complessivo di area vasta, da un valore pari a 144.930.000 euro del 2014 a 144.710.000 euro nel 2016, quale frutto di interventi di razionalizzazione e ottimizzazione dei circuiti di raccolta e nell’uso degli impianti, oggi rischia di vedere vanificato ogni sforzo alla luce dei provvedimenti che la Regione Toscana si appresta ad adottare. La Regione dimostra di non tener conto delle sollecitazioni che l’assemblea ha più volte inviato agli organi regionali sul tema tariffario né attui concrete forme di sostegno rispetto alle necessarie politiche di incremento delle raccolte differenziate, sulle quali questa autorità lamenta una forte incertezza sull’erogazione delle risorse assegnate dal 2008 e sul futuro rispetto a tali politiche».

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