Sicurezza
Riflettori riaccesi sul progetto
Primo incontro tra la proprietà e la nuova giunta Casamenti
ORBETELLO. Si torna a parlare della Sipe Nobel, l’ex polverificio, di Orbetello Scalo e del suo progetto di riqualificazione da 200 milioni di euro.
Il progetto è stato elaborato dalla Mori associati di Pontedera e dallo studio di ingegneria Ingenium di Calcinaia (Pisa). I progettisti e la proprietà Santangelo, rappresentata da Mariano Pravesani, venerdì si sono incontrati con una rappresentanza della nuova giunta. A incontrare Pravesani sono stati Michele Pianelli, capogruppo di maggioranza e delegato consiliare per i rapporti con la Sipe Nobel, e il presidente del consiglio comunale Luca Teglia. Come spiegano dalla Santangelo «sono state illustrate le potenzialità dell’enorme area industriale: 120 ettari recintati, con 25 chilometri di strade asfaltate e illuminate, oltre 4 ettari di superficie coperta tra capannoni, impianti e fabbricati di servizio, depositi corazzati, circondati dai terrapieni anti-esplosione». Pravisani ha dichiarato nuovamente il suo intento di voler intervenire e investire sulla Sipe Nobel dimostrandosi aperto a valutare con la nuova amministrazione le varie strade percorribili e augurandosi di poter giungere quanto prima a intravedere un futuro per la zona, «tanto bella e intatta dal punto di vista paesaggistico quanto desolata e abbandonata». Il progetto di riqualificazione era stato presentato all’ex amministrazione Paffetti a fine 2014. La proprietà aveva avanzato un’istanza di variante urbanistica con cui chiedeva di modificare l’attuale uso produttivo in una destinazione mista turistico-ricettiva, residenziale, commerciale e di servizio. Una spesa che sarebbe sostenuta per intero dalla proprietà. Il progetto è rimasto fermo oltre un anno. L’attuale amministrazione ha incontrato i vertici aziendali per iniziare a collaborare. Pianelli e Teglia hanno dichiarato che il rinnovo del regolamento urbanistico, ormai scaduto, «costituirà l’occasione per affrontare una volta per tutte il problema e attivare possibili sinergie che contribuirebbero anche alla soluzione di altre criticità, tra cui, per esempio, il recupero dell’idroscalo». (i.a.)
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