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La minoranza attacca il Pd «Cipressino, iniziativa bluff»
CASTEL DEL PIANO. «È stato solo un teatrino»: così la minoranza di Castel del Piano “Per un comune di tutti” contesta #facciamocistrada – la manifestazione che ha visto istituzioni, imprenditori e...
CASTEL DEL PIANO. «È stato solo un teatrino»: così la minoranza di Castel del Piano “Per un comune di tutti” contesta #facciamocistrada – la manifestazione che ha visto istituzioni, imprenditori e associazioni amiatine scendere in strada per il Cipressino – e parla di sdoppiamento di personalità del Pd, «moralmente e politicamente responsabile» di quanto non fatto finora.
«La passerella di politici svoltasi lungo la Strada provinciale 64 del Cipressino – dice la minoranza – è apparsa il sintomo di un’incredibile sdoppiamento di personalità interno al partito che controlla tutti i livelli amministrativi responsabili delle relative determinazioni: Pd contro Pd, presente contro passato. E infatti, forse percependo la scarsa credibilità dell’iniziativa, alla mobilitazione propagandata dai notabili locali del partito anche attraverso un’insistente opera sui social, ben pochi cittadini hanno preso parte. Così, il presidio del 20 luglio è stato più che altro un'occasione di svago per sindaci amiatini ed esponenti di spicco della politica locale e regionale, come Emilio Bonifazi e Leonardo Marras, venuti in Montagna ad assicurarci che i finanziamenti promessi verranno erogati, nonostante il superamento in atto della Provincia come ente locale».
La minoranza castelpianese stanga il Pd, parlando di «natura strumentale di questa iniziativa» e chiede: «Quale credibilità possono vantare coloro che, pur essendo stati anni in posizioni dalle quali avrebbero potuto incidere significativamente sulla realizzazione di un’infrastruttura tanto importante, non hanno portato alcun risultato a beneficio della comunità? Annarita Bramerini, già assessore regionale, oggi alla guida della Cna, e Leonardo Marras, già Presidente della Provincia di Grosseto, oggi capogruppo Pd in consiglio regionale, con la loro presenza alla marcia del 20 sono l’emblema di una politica che ha tristemente mancato l’obiettivo in questione e che oggi, grottescamente, ripropone se stessa come soluzione di un atavico problema». (f.b.)
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