Lutto
Adescata a 7 anni sul web, pensionato le chiedeva foto osé
La polizia postale denuncia un ultrasessantenne di Monte Argentario. La bambina giocava con il tablet dei genitori quando è finita su una chat
GROSSETO - Il gioco è semplice: si crea un account, si sceglie un nome di fantasia e poi si chatta nelle varie stanze di un albergo dove vengono organizzate feste virtuali, dove si fanno gare di caccia al tesoro e si conoscono nuovi amici. Non è una chat erotica e nemmeno vietata ai minori di 18 anni, ma non è nemmeno un gioco per bambini di sette anni. Fatto sta che un uomo di 64 anni di Monte Argentario, oggi in pensione, è stato denunciato per aver adescato una bambina che vive in un’altra regione chiedendole poi di inviargli foto delle sue parti intime.
Ad accorgersi di quello che stava succedendo quando la piccolina utilizzava il tablet dei genitori per giocare e guardare i cartoni animati. Sono stati loro a trovare quelle conversazioni nelle quali il pensionato chiedeva alla piccola di inviare foto delle sue parti intime spiegandole che le avrebbe voluto cambiare il pannolone e toccarla in una di quelle stanze dell’albergo virtuale.
Quando i genitori della piccola si sono accorti di quello che stava succedendo, hanno fatto finta di essere loro figlia e hanno cominciato a rispondere l’uomo che si è tradito. Alla piccolina aveva infatti chiesto se avesse una webcam con la quale riprendersi o con la quale fotografarsi per inviargli immagini. Quando l’uomo ha ricevuto la risposta negativa, anziché fermarsi ha inviato alla piccola il suo numero di cellulare per farsi mandare le immagini via mms.
A quel punto i genitori della piccola si sono rivolti alla polizia postale che, grazie al numero di telefono, sono risaliti all’identità dell’uomo, un pensionato sessantaquattrenne di Monte Argentario appunto.
Gli uomini della polizia postale sono andati a casa dell’uomo e hanno effettuato una perquisizione, denunciando per adescamento di minori al fine della detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico, ma anche per il reato di minacce. Perché in una conversazione aveva scritto alla bambina: «Se non fai come dico sei nei guai, se scappi è peggio». Quando gli uomini coordinati dall’ispettore superiore Stefano Niccoli si sono presentati a casa dell’uomo hanno sequestrato i telefoni cellulari e i pc che aveva in casa dove sono state trovate alcune immagini pedopornografiche che sono state acquisite.
Il pensionato di Monte Argentario ha spiegato agli uomini della postale di aver frequentato quella chat e di aver comunicato nelle stanze private con diverse ragazze ma che tutte gli avevano detto avere più di 18 anni o al massimo, tra i sedici e i diciassette anni e che comunque erano quasi sempre loro le prime a inviare all’uomo immagini osé e a chiederne in cambio. Sul fatto di aver adescato una bambina di sette anni, l’uomo ha negato ogni addebito, dicendo anche di non aver conosciuto nessuna che provenisse dalla città nella quale era nata e cresciuta la piccolina.
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