Il Tirreno

Grosseto

atto sacrilego

Entrano in chiesa e bruciano il messale

di Ivana Agostini
Entrano in chiesa e bruciano il messale

Neghelli: i ladri rubano la cassetta delle offerte e provano a distruggere il libro sacro. Il parroco fa denuncia ai carabinieri

2 MINUTI DI LETTURA





ORBETELLO. Hanno tentato di dar fuoco al messale che si trova sull’altare della chiesa. Il fatto riprovevole risale ad alcuni giorni fa quando qualcuno si è introdotto a San Paolo della Croce a Neghelli e ha prima rotto la cassetta delle offerte accanto alle candele e poi, non pago di aver profanato un luogo sacro, ha tentato di dare fuoco al messale.

Per fortuna a bruciarsi sono stati gli angoli di 4 o 5 pagine e il libro sacro non è andato distrutto. «Sono rientrato in chiesa verso le 21,30 - dice don Tito Testi, il parroco di Neghelli - e ho sentito un odore di bruciato. Sul momento non ho dato peso al fatto perché ho pensato dipendesse dal fumo delle candele che i fedeli accendono». La sorpresa però don Tito l’ha avuta la mattina seguente avvicinandosi all’altare: il messale, la parola di Dio, un libro sacro per i credenti, era bruciato sugli angoli. Non solo, il sacerdote ha anche visto la cassetta delle offerte delle candele rotta. Don Tito ha guardato bene e si è reso conto che qualcuno era entrato forzando la porta laterale della chiesa.

Una porta normale, senza troppe chiusure di sicurezza. Dopo tutto è una chiesa aperta ai fedeli. Il sacerdote ha fatto denuncia ai carabinieri. C’è però di più. Come se il gesto di voler dare fuoco al messale non fosse già grave, alcuni giorni dopo i ladri sono entrati nella chiesa e si sono portati via la cassetta delle offerte che si trova in fondo alla chiesa.

«Non c’erano soldi - dice don Tito - erano stati già tolti». I ladri non sono riusciti a romperla ed essendo la cassetta anche pesante l’hanno abbandonata non lontano dalla chiesa. A trovarla sono stati i carabinieri di Orbetello che hanno avvertito il responsabile, don Pietro, il parroco del Duomo di Orbetello. Il tentativo di dar fuoco al messale ha lasciato senza parole tutti, i sacerdoti e i fedeli.

«È un atto grave, anzi gravissimo, ancora più grave che rubare le offerte», dicono i due prelati, don Tito e don Pietro. I sacerdoti non cercano colpevoli, non vogliono dare il via a una caccia alle streghe, anzi, i loro toni sono distensivi e pacifici. Don Tito non sa cosa cerchino queste persone. In chiesa soldi non ce ne sono. Al di là del dispiacere di sapere che ci sono individui che si divertono in questo modo, c’è l’invito ai cittadini di vigilare e controllare la loro chiesa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze