Sicurezza
Caccia, 500.000 euro bloccati
Il consigliere Strianese all’attacco: «Basta con le lotte di potere»
GROSSETO. «La gestione della caccia - in Toscana e in particolare in Maremma - ha lacune che vanno colmate al più presto». Lo denuncia il consigliere dell’Atc grossetano Luigi Strianese, portando esempi e raccontando una serie di retroscena che danno l’idea del clima di incertezza che si vive nel comitato direttivo e della fronda che circonda da mesi il presidente Giancarlo Innocenti. Senza contare gli effetti dei recenti pronunciamenti giuridici.
Strianese racconta che, per beghe tutte politiche, sono di fatto bloccati quasi 500 mila euro di liquidazioni 2015 agli agricoltori. «Così non si può andare avanti. C’è un quadro confuso, desolante, di basso livello. Una lotta di potere sulla pelle dei cacciatori e degli agricoltori, da cui io mi chiamo fuori».
L’antefatto. Un mese fa il Tar della Toscana, con tre sentenze che hanno definito altrettanti procedimenti, ha puntualizzato i criteri che devono improntare la scelta dei membri degli Atc tra le associazioni venatorie più rappresentative. Non solo. Il Tar ha anche annullato la delibera di nomina dei consigli dell’ambito territoriale di caccia di Grosseto. La vicenda era stata sollevata dall’associazione Liberacaccia, la terza per numero di iscritti in Toscana e la seconda a livello nazionale, sempre esclusa per effetto del “cartello” che facevano tra di loro tutte le altre associazioni, designando insieme i membri da nominare. Una prassi avallata da certe Province, che premiavano l’aggregazione più numerosa ratificando le designazioni del cartello. Il Tar ha stabilito che la Legge dice altro, ha accolto i ricorsi e annullato le deliberazioni provinciali di nomina. Negli stessi giorni - in verità poco prima - la Corte Costituzionale ha bocciato la riforma della Regione Toscana in termini di ampliamento degli Ambiti territoriali di caccia dichiarandola illegittima. Non è escluso che presto si vada a un commissariamento.
Riunioni recenti e imminenti. «Mercoledì 20 luglio - racconta Luigi Strianese - dopo 50 giorni di stand by si è riunito il direttivo dell’Atc. Eravamo quattro su dieci. Mancavano, e si sapeva, i tre membri decaduti per effetto della sentenza (cioè i nominati dalle associazioni venatorie), ma l’assenza degli altri la trovo grave e ingiustificata. Mi sono invece ricreduto nei confronti del presidente Giancarlo Innocenti, che in un momento così difficile ha saputo traghettare i tre Atc in uno e che continua a tenere in piedi la baracca. In questa fase chi si era spartito le poltrone si è accorto che il presidente non era facilmente manovrabile e qualcuno che sedeva nelle retrovie ha cominciato a scalciare. Con senso di responsabilità che travalica interessi personali, io e qualche altro componente abbiamo fin qui difeso e sostenuto Innocenti con lealtà e impegno. Poi è arrivata la Corte Costituzionale che ha bocciato la legge Toscana sugli accorpamenti degli Atc. Di seguito la sentenza del Tar, innescata da Liberacaccia. Insomma un gran caos. Venerdì c’è stata la riunione del coordinamento delle Atc toscane e lunedì ci sarà un incontro con l’assessore Remaschi. La situazione va sbloccata perché la stagione venatoria è alle porte e su denaro e tempi dei risarcimenti non si può scherzare».
Risarcimenti bloccati. «A qualcuno - prosegue Strianese - sfugge che siamo in una fase molto delicata, con i grani maturi e l’orzo in via di raccolto, in un periodo dove il mondo venatorio viene chiamato a mettere recinzioni e fili elettrici e dove il volontariato si dà da fare per evitare danni considerevoli alle colture. Ecco, con questo clima, il rappresentante di un’associazione agricola non si presenta né si giustifica, mettendo a rischio il pagamento dei danni del 2015 già pronti per essere versati, in tutto circa 460mila euro. Soldi dei cacciatori per gli agricoltori, che corrono il rischio di essere pagati chissà quando se la Regione commissarierà gli Atc». Strianese non lo dice ma il riferimento è all’assenza di Gaetano Zambrini (Coldiretti).
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