Finanza
Addio al prof. con Einstein nel cuore
Amerigo Solari ha insegnato fisica per oltre tre decenni al liceo scientifico: è morto a soli 68 anni
GROSSETO. Il professor Amerigo Solari era un insegnante particolare.
Per oltre 30 anni è stato un simbolo del Liceo scientifico “Guglielmo Marconi” di Grosseto (poi del Paritario Chelli), la ragione per la quale alcuni studenti chiedevano espressamente il suo corso, altri una sezione diversa, per evitarlo.
Insomma, la sua fama lo precedeva e non lasciava indifferenti. Era il più bravo Amerigo Solari - questo è certo. E sapeva riconoscere da lontano un cavallo di razza.
Pretendeva, stimolava, voleva misurare la sofferenza oltre che l’impegno e l’intelligenza, poi però premiava.
È morto ieri mattina, circondato dall'affetto dei suoi cari, la moglie Gemma Bigiarini, il figlio Diego, a cui vanno le condoglianze della redazione de Il Tirreno di Grosseto.
Avrebbe compiuto 68 anni a ottobre.
Lo ha stroncato una malattia di quelle che non danno scampo.
Le esequie si svolgeranno lunedì, a partire dalle 10.
Prima il rito nella chiesa del Sacro Cuore, a Grosseto, poi il trasferimento al cimitero di Porto Santo Stefano, dove la salma sarà tumulata.
Era originario dell'Argentario, nativo del Poggio, e tornerà qui, nel suo Promontorio.
Nell'insegnamento non aveva mai perso le motivazioni. Un docente illuminato, al passo con i tempi. Sempre pronto ad aderire a nuovi progetti, a organizzare viaggi, confronti, occasioni di crescita per i ragazzi e per se stesso.
Il progetto C.R.E.S.C.E.R.E (Cosmic Rays in an European School Enviroment: a Remote Experiment) lo aveva visto in più occasioni protagonista con i suoi studenti all'International meeting of school scientists. Affascinato dalla teoria della relatività di Einstein, dai misteri del cosmo, sempre con il liceo scientifico di Grosseto aveva partecipato al progetto Eee, "Extreme energy events", ideato dal professor Antonino Zichichi.
Nel tempo aveva perfezionato la capacità di divulgazione e interazione tra liceo e Università, portando i suoi ragazzi anche al Cern di Ginevra, a New York. Non da studenti-turisti, ma a “smanettare” nei laboratori, in full immersion.
Qualche anno fa, in un'intervista al nostro giornale, raccontò questa vocazione: «Mi spendo per progetti che ritengo importanti, per la scuola e per la città. Così facendo avviciniamo Grosseto a realtà come Bologna, Torino, Roma. E' la ragione per cui siamo in contatto con l'Istituto nazionale di fisica nucleare».
Ci credeva tanto nel ruolo della scuola, il Solari. E sapeva che spesso a marcare la differenza (un'intelligenza che si perde e una che si scopre, la scelta di un percorso di studi) era proprio quel “quid” motivazionale che possiede il bravo docente.
E Solari, negli anni, si era anche attivato con le istituzioni locali, per chiedere un finanziamento e migliorare le attività progettuali dello Scientifico "Marconi", acquisire nuove strutture e approfondire ricerche che negli anni hanno permesso a studenti grossetani di fare incetta di premi a livello nazionale.
Dalle sue quinte, non a caso, uscivano spesso futuri studenti di ingegneria. Teste pensanti. Alcune delle quali stanno facendo brillanti carriere.
Al di là del Solari professore in classe, a molti resterà fissata nella memoria l'immagine di lui in bicicletta, che arriva alla Cittadella e parcheggia le due ruote sempre nello stesso posto.
E poi la capacità, nei viaggi di istruzione, di spogliarsi del ruolo per diventare capobranco.
Una leadership che gli veniva riconosciuta da tutti, a partire dai colleghi.
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