Sicurezza
Acque agitate al porto Si temono licenziamenti
SCARLINO. Tornano agitate le acque attorno ai moli del Puntone. Al porto turistico infatti sono di nuovo in bilico diversi posti di lavoro, dato che la proprietà sembra intenzionata a ridimensionare...
SCARLINO. Tornano agitate le acque attorno ai moli del Puntone.
Al porto turistico infatti sono di nuovo in bilico diversi posti di lavoro, dato che la proprietà sembra intenzionata a ridimensionare il personale in modo da far fronte alle spese. Una decisione contro cui sono pronti a dar battaglia i sindacati. «Nei prossimi mesi - dice Massimiliano Gatti, della Filcams Cgil - la società che gestisce la Marina di Scarlino ha annunciato una riduzione dell’organico. La Filcams Cgil e la Rsu della Marina di Scarlino sono particolarmente preoccupati di questa scelta, che conferma un approccio non condivisibile ai problemi più volte affrontati con il sindacato nei mesi passati».
Non è certo la prima volta che i sindacati si scontrano con i rappresentanti della proprietà che fa capo a Leonardo Ferragamo: già negli anni scorsi le due parti portarono avanti una lunga trattativa legata ai dipendenti finiti in cassa integrazione. Una fase che si è chiusa soltanto l’anno scorso, quando la società ha cercato di buttar giù un nuovo piano in grado di far fronte ai costi, in cui però già ventilava l’idea di una riduzione d’organico.
«Negli incontri bilaterali con l’azienda, svolti presso Confindustria Grosseto, la Filcams e i rappresentanti dei lavoratori hanno sempre fatto presente che per garantire un servizio adeguato al prestigio del porto scarlinese, nel rispetto della normativa sulla sicurezza del lavoro, non si poteva pensare di ridurre ulteriormente il personale occupato - continua Gatti - Tanto più tenuto conto delle professionalità acquisite, necessarie ad un efficace ed efficiente conduzione del porto».
Ma c’è anche un altro motivo per cui la Filcams è preoccupata per il futuro del porto scarlinese: il continuo ricambio dei manager del Marina. «Per noi del sindacato - continua Massimiliano Gatti - c’è un ulteriore motivo di preoccupazione derivante dalla prolungata instabilità nella governance della società con frequenti cambi dei vertici e delle direttive. Una situazione complicata che fa vivere un clima d'incertezza sia nelle relazioni sindacali che in quelle con i lavoratori del settore».
Da qui l’esponente Cgil lancia un appello alla società in modo da dare una certa tranquillità a chi lavora nella struttura e a chi deve intrattenere i rapporti con la stessa: «da parte nostra, infatti, siamo convinti si debba arrivare a una normalizzazione dei rapporti, sia per la serenità dei lavoratori che per una migliore qualità dei servizi portuali alla clientela» conclude Gatti.
Alfredo Faetti
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