Il dolore
Tentò la rapina da Mirolli, catturato ad Ardea
I carabinieri mettono le manette all’ultimo fuggitivo. Tre mesi di indagini coordinate dalla Procura
GROSSETO. Finisce in carcere anche il “terzo uomo”, colui che è stato ritenuto complice della tentata rapina di due mesi fa alla gioielleria Mirolli, nel cuore del centro storico di Grosseto, e che aveva già portato a due arresti in flagranza.
Ieri mattina i carabinieri del Nucleo investigativo di Grosseto hanno eseguito una misura cautelare in carcere nei confronti di Raul Esteban Calderon, nativo di Buonos Aires, in Argentina. Classe 1969, Calderon è stato portato in carcere a Velletri dopo essere stato individuato dai carabinieri nel comune di Ardea, in località Tor San Lorenzo, come il terzo rapinatore della tentata rapina commessa il 19 maggio ai danni della notissima gioielleria di Corso Carducci. Tre mesi di indagini hanno portato alla chiusura del cerchio. All’epoca Calderon si era sottratto all’arresto fuggendo a più non posso, a piedi, per le vie del centro mentre peggio era andata ai suoi due complici e più o meno coetanei Roberto Sambrini - classe ’69 - e Alessandra Cerfolini - classe ’74 - entrambi con precedenti, subito tratti in arresto dal Nucleo Investigativo di Grosseto in flagranza dei reati di tentata rapina aggravata in concorso e porto e detenzione abusiva di armi clandestine. L’arresto era scattato mentre erano appena entrati nella gioielleria con volto e capelli mascherati per mettere a segno il colpo. A dare l’allarme e a far scattare la segnalazione ai carabinieri, con il loro intervento immediato, era stata una commessa che giorni prima si era insospettita per i ripetuti passaggi dei tre, che prima di entrare in azione, erano appunto passati dalla gioielleria per studiare il colpo. Tra l’altro non avevano fatto nulla per non farsi notare, indossando curiosi cappelli in testa, vestiti con abiti a fiori, bandana e occhiali. Il giorno del tentato colpo la donna spingeva un passeggino per bambini all’interno del quale, come un cavallo di Troia, di nascondeva una bambola. Sotto la bambola c’erano 2 pistole, entrambe con matricola abrasa e con relativo munizioni; poi alcune fascette di plastica per immobilizzare i commessi della gioielleria e un borsone per trasportare la refurtiva. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Grosseto, sono state avviate subito e hanno consentito di identificare il fuggitivo - Calderon appunto - che seppur di origine argentina sta da molti anni in Italia. Anche lui con diversi precedenti anche per rapina, cui si sono aggiunti ora ulteriori indizi per tentata rapina. Il quadro probatorio ricostruito ha consentito alla Procura di richiedere una misura cautelare nei suoi confronti, emessa poi dal gip del tribunale di Grosseto. (el.gi.)
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