La manifestazione
Tagli e risparmi, i sindacati contro l’Asl
Cgil, Cisl e Uil denunciano la riduzione dell’aspettativa di vita in alcune zone e chiedono più pressing in Regione
GROSSETO. «Abbiamo avviato un percorso con la direzione generale dell’Asl, ma i questo momento non siamo soddisfatti delle risposte che abbiamo». Fabrizio Milani, segretario provinciale della Cisl, insieme al segretario della Cgil, Claudio Renzetti e al segretario della Uil Gianni Baiocco, attacca l’Azienda sanitaria Toscana sud est.
I sindacati rendono pubblico un documento che hanno consegnato al direttore generale Enrico Desideri e che contiene le priorità strategiche che, secondo le organizzazioni sindacali, sarebbero state disattese in questa fase di riorganizzazione dell’azienda, con la conseguenza che la riorganizzazione, al momento, in provincia di Grosseto, si sarebbe tradotta in un sostanziale peggioramento del servizio.
«I tagli e i risparmi – dice Milani – sono stati fatti subito, ma quello che era stato concordato non è stato ancora realizzato», e la situazione della salute in provincia di Grosseto va peggiorando, «negli ultimi due anni – spiega Renzetti – in alcuni dei territori periferici si è ridotta di due anni e mezzo l’aspettativa media di vita».
Dunque si tratta di far sentire di più la voce del territorio a Firenze, secondo Renzetti, che invita i sindaci a non tenere troppo conto dell’appartenenza partitica, rispetto al fatto che rappresentano prima di tutto i cittadini e i loro problemi. «E non è certo – aggiunge Baiocco – una questione di campanile quella che noi poniamo».
Nel documento si ricorda che erano state programmate nove case della salute e a oggi ne sono state realizzate solo tre, mentre ad Arezzo ne sono state realizzate tredici su tredici. Anche sui letti per le cure intermedie, pare che ne siano stati attivati poco più della metà di quelli previsti. Sulle liste di attesa, poi, qualcosa sembra muoversi, ma ancora i tempi per la diagnostica strumentale, secondo i sindacati, continuano a essere insostenibili e alimentano il ricorso a prestazioni a pagamento o il rinvio vero e proprio dei controlli.
Altro problema rilevante riguarda i territori periferici. A Orbetello e Massa Marittima risultano chiusi i reparti di psichiatria per carenza di personale e si stanno dirottando i pazienti su Grosseto, mentre a Pitigliano si riscontrerebbe una mancanza cronica di specialisti con visite programmate che spesso finiscono per saltare. Il timore è che la mancanza di attenzione sulle carenze di personale finisca per essere il cavallo di Troia per sguarnire definitivamente i territori. I sindacati chiedono, poi, che la provincia sia organizzata sulla base di tre distretti ancorando a ciascuno di essi gli ospedali di Massa Marittima, Grosseto e Orbetello. Una questione particolarmente contestata è quella del criterio dell’urbanità, per cui la ripartizione delle risorse regionali privilegerebbe i territori più urbanizzati e penalizzerebbe le zone periferiche con piccoli centri abitati diffusi su un territorio vasto, come la provincia di Grosseto.
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