Il Tirreno

Grosseto

l’allarme dei sindacati

Provincia, i servizi sono a rischio

Provincia, i servizi sono a rischio

Lo Stato ha trattenuto 20 milioni di entrate invece dei 16 preventivati

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GROSSETO. La Provincia di Grosseto avrebbe potuto chiudere tranquillamente il proprio bilancio per il 2016, ma non ha potuto farlo perché lo Stato a deciso di trattenere per sé parte delle entrate dell’ente per circa 20 milioni di euro, invece dei 16 preventivati.

Questo l’argomento al centro dell’attenzione dell’assemblea dei dipendenti della Provincia, che si è tenuta ieri mattina, nella sala Pegaso. A rischio ci sono i servizi - gli ultimi, ma essenziali per i cittadini, rimasti in capo all’amministrazione provinciale, come l'edilizia scolastica e la viabilità - ma sono a rischio anche i posti di lavoro di oltre 200 dipendenti che sono rimasti ancora in organico dopo la trasformazione dell’ente e la riacquisizione, da parte della Regione, della maggior parte delle competenze e del relativo personale. «Ci aspettavamo che il decreto enti locali risolvesse alcuni problemi - ha detto la segretaria provinciale della Funzione pubblica della Cgil, Cinzia Fiacchi - invece non ha fatto che peggiorare la situazione».

L’ulteriore prelievo di risorse finisce per buttare all’aria il bilancio di previsione che era sostanzialmente pronto e la conseguenza è che tutto torna in discussione e che sarà ben difficile che l’amministrazione di Palazzo Aldobrandeschi riesca a recuperare in poco tempo ben 4 milioni che vengono a mancare. Se non ci saranno novità, al 31 dicembre prossimo l’ente andrà in dissesto, come tutte le province toscane, del resto, e questo nonostante il fatto che la Provincia di Grosseto sia sempre stata gestita in modo virtuoso. I tagli lineari non hanno fatto differenze, e con il dissesto si apre concretamente la possibilità che i dipendenti - si parla di circa 220 persone - vengano messi in mobilità, anche perché pare non siano più utilizzabili vie d'uscita meno drastiche come l’accompagnamento verso la pensione. Preoccupazione è stata espressa non solo da Cinzia Fiacchi, ma anche da Sergio Sacchetti ((Uil Fpl) e Massimo Sbrilli (Cisl Fp) e il problema, come è evidente, non riguarda solo i lavoratori, ma anche i servizi che ancora la Provincia è chiamata a fornire ai cittadini. Migliaia di chilometri di strade provinciali e decine di edifici scolastici, che ospitano e scuole superiori, tutte realtà che hanno bisogno di una manutenzione che la Provincia, senza risorse, non può garantire. (e.p.)

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