Il dolore
Sos laguna, quasi 5 milioni di danni
Piro (I Pescatori) tira le somme degli ultimi tre anni tra morìa di pesci e alluvione. I rimborsi? «Arrivati solo 400.000 euro»
ORBETELLO. «Quattro milioni e 800.000 euro di danni in tre anni avrebbero distrutto chiunque. Noi siamo ancora qui». Pier Luigi Piro, presidente dei Pescatori di Orbetello, un anno dopo la moria dei pesci del luglio 2015 tira le somme.
Presidente, che anno è stato per i pescatori?
«In questi mesi è successo ben poco. Il passaggio fra Regione e Comune e poi ancora Regione non ha accelerato l’iter burocratico per mettere in atto quello che loro pensavano fosse idoneo alla salvaguardia della laguna. Lo dimostra il fatto che quest’anno ci ha salvato, per ora, la natura che a differenza dello scorso anno ci ha tradito. La diminuzione notevole delle temperature (23 gradi adesso ) e un vento propizio da nord ci aiutiamo».
Nelle scorse settimane però la situazione era critica.
«L’acqua aveva raggiunto i 32 gradi. Ad Ansedonia c’era una zona in cui i valori dell’ossigeno erano precipitati e la temperatura dell’acqua si era alzata. A oggi le misure preventive, a parte l’accensione delle idrovore un mese prima del solito, sono in fase di attuazione. La barca trita alghe è entrata in funzione da poco. Per gli ossigenatori è questione di ore. A livello preventivo però non ci possiamo ritenere soddisfatti anche se l’emergenza dichiarata alcuni giorni fa dal presidente della Regione Rossi ha di certo sveltito le procedure».
I soldi per i danni sono arrivati?
«Preciso che nessuno ci ha promesso nulla. È in atto, da parte nostra e di altre 300 aziende, una richiesta di risarcimento danni per la quale il ministero ha istruito pratiche. Tra tutte le aziende siamo quella che ha subito più danni e speriamo di ottenere un parziale risarcimento».
Per voi non solo i danni della moria ma anche quelli per l’alluvione 2012. Sono arrivati rimborsi?
«È arrivato un contributo di 400.000 euro per le semine. Per il resto nulla».
Quali sono le condizioni dell’azienda?
«Per i danni della moria non è arrivato nulla. Si spera che tutto si concretizzi a breve. Stiamo coi piedi per terra. Siamo in piedi. Abbiamo cambiato il modo di lavorare, andiamo a cercare il pesce e speriamo in un inverno pescoso. L’inverno passato è stato duro».
Nel 2019 scade la concessione.
«Continuiamo un percorso intrapreso anche con la precedente amministrazione per vedere come agire. Tutto è in mano a esperti e avvocati. Dobbiamo avere risposte, necessarie per fare un piano industriale».
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