La manifestazione
«Mulino e pastificio made in Maremma»
Babbini, produttore di Polverosa, indica una possibile soluzione per far riprendere il settore
ORBETELLO. Il prezzo del grano scende e gli agricoltori sono in ginocchio, per l’ennesima volta. Lorenzo Babbini, produttore agricolo di Polverosa, nel territorio di Orbetello, e delegato proprio per il Comune lagunare all’agricoltura, ha esternato tutta la sua preoccupazione ipotizzando soluzioni per non finire alla fame: un mulino e un pastificio in Maremma, una filiera corta e una produzione di grani antichi.
L’agricoltore, in un post su Facebook che è diventato virale collezionando 1580 condivisioni e oltre 1300 mi piace, con carta e penna ha fatto un resoconto delle spese che sostiene un imprenditore per coltivare il grano ricevendo in cambio «praticamente nulla». «Per portare a termine un ettaro di grano duro – scrive – dando per scontato che l’annata sia delle migliori producendo 45 quintali per ettaro, con un prezzo di 15 euro al quintale (ciò che arriva pulito ad oggi al produttore) siamo sotto costo. Per di più è bene che sappiate che, se le proteine sono sotto 13 di valore, il prodotto si commercializza male e ad oggi se tutto va bene arriviamo a 11,5».
Babbini è amareggiato. È cresciuto coltivando la terra e sa tutti i sacrifici che sono legati alla vita di un produttore. «Dobbiamo lottare contro tutto e tutti - dice ancora - Nessuno ci tutela più. Le grandi case produttrici di pasta ci snobbano acquistando all'estero prodotti. Ci dovremmo tutelare da soli?». Per il momento l’annata del grano «è disgraziata – sostiene – almeno per il prezzo. Ci saranno probabilità che quest’ultimo migliori? Non possiamo saperlo ma è certo che con una partenza così al ribasso le prospettive non possono che essere negative».
Babbini fa anche un piccolo mea culpa. «Da parte di noi produttori dobbiamo rimproverarci il fatto di non fare più rotazione sui terreni e soprattutto di aver abbandonato le concimazioni di fondo con organici. Chi ha il potere di farlo - suggerisce - deve intervenire per il bene di tutta la popolazione, dal produttore al consumatore. La tutela di quest’ultimo è fondamentale. Conoscere la provenienza delle materie prime con cui si ricavano i prodotti finali credo sia un diritto che ci è stato tolto a discapito soprattutto della nostra salute».
Per questo, il delegato all’agricoltura del Comune di Orbetello spera, anche con l'aiuto della Regione Toscana, che si arrivi alla creazione di un mulino e di un pastificio in Maremma in modo da lavorare il grano prodotto senza doverlo vendere o “svendere” alle grandi multinazionali con la spada di Damocle che lo acquistino all'estero.
«Produrre la nostra pasta. Questa potrebbe essere la soluzione - pronostica Babbini - Per il produttore è importante anche che il prodotto venga valorizzato come merita e che si torni a produrre grandi antichi da poter esportare e rendere il nostro grano una eccellenza sul mercato. Il nostro è e rimare un grano di qualità e anche la nostra pasta lo sarebbe. Una cosa è certa. Non ci piangiamo addosso. Chi sta curvo sui campi lo sa».
Ivana Agostini
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