La manifestazione
La richiesta in via Gramsci ma l’area resta pubblica
GROSSETO. Oltre al caso dei parrucchieri grossetani che hanno “adottato” l’aiuola di via Telamonio e che ne faranno un piccolo giardinetto con pratino e siepe, sono altri cinque i patti stipulati...
GROSSETO. Oltre al caso dei parrucchieri grossetani che hanno “adottato” l’aiuola di via Telamonio e che ne faranno un piccolo giardinetto con pratino e siepe, sono altri cinque i patti stipulati finora dal Comune di Grosseto con altrettanti cittadini o gruppi di cittadini per la riqualificazione di aree verdi o di spazi della città a seguito del regolamento approvato lo scorso ottobre, frutto di un progetto fortemente voluto dall’ex assessora Antonella Goretti e poi condiviso da tutta la giunta Bonifazi.
Il punto di riferimento, per chi fosse interessato ad attivare un percorso del genere, sono i servizi sociali del Comune i cui uffici hanno sede in via Gramsci 6.
«Abbiamo dei moduli predisposti – dice il dirigente comunale Giulio Balocchi – per poter presentare la propria proposta di collaborazione. Segue poi un incontro con i nostri uffici per verificare la fattibilità della proposta».
C’è infatti chi si candida a curare un giardinetto o chi magari vuole sistemare una staccionata: il ventaglio degli interventi possibili è ampio.
Per questo motivo il Comune dopo l’approvazione del regolamento ha costituito un gruppo di lavoro intersettoriale che coinvolge i lavori pubblici, il patrimonio e le politiche sociali.
«È molto importante sottolineare – precisa Balocchi – che il patto stipulato con i cittadini attivi mette nero su bianco in modo dettagliato non solo ciò che i cittadini possono fare ma soprattutto ciò che non devono fare». E tra le prescrizioni da rispettare c’è ovviamente il fatto che il bene curato deve restare nella disponibilità di tutti. «Va bene se un condominio adotta l’area verde sotto casa – puntualizza Balocchi – ma certo non diventa un giardino privato».
Un altro aspetto riguarda la totale gratuità del lavoro prestato per fare manutenzioni o interventi antidegrado che rientrino nelle tipologie previste dal regolamento: sono a carico dei volontari le spese materiali per attrezzature e strumenti usati e la copertura assicurativa propria e di chi collabora al progetto.
Il Comune fa però la sua parte nell'affiancare i cittadini attivi in fase di coprogettazione e con facilitazioni di tipo procedurale, ad esempio laddove i cittadini vogliano fare iniziative di promozione o autofinanziamento legate alla propria azione virtuosa.
«La filosofia del progetto – dice Balocchi – è di stimolare il senso di appartenenza dei cittadini e far sì che tutti abbiano più cura degli spazi comuni così da migliorare nel complesso la qualità di vita». Per informazioni 0564 488860 oppure 488372. (s.l.)
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