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Discariche abusive, assolto Bellacchi

Discariche abusive, assolto Bellacchi

GROSSETO. Assolti. Con la formula dubitativa del secondo comma, ma assolti. Il giudice Gian Marco Fausto De Vincenzi ha mandato assolti il presidente del Consorzio Bonifica, Fabio Bellacchi, e l’esca...

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GROSSETO. Assolti. Con la formula dubitativa del secondo comma, ma assolti. Il giudice Gian Marco Fausto De Vincenzi ha mandato assolti il presidente del Consorzio Bonifica, Fabio Bellacchi, e l’escavatorista Mauro Dainelli. Entrambi erano sotto processo per le discariche scoperte dai carabinieri del Noe il 22 luglio 2011 a Casotto Venezia e Barbaruta, nelle proprietà del Demanio statale a servizio degli impianti idrovori. La Procura contestava un’attività non autorizzata di smaltimento rifiuti, anche pericolosi. A Bellacchi era contestato anche di aver dato disposizioni per eseguire la demolizione e la rimozione delle tubazioni per acquedotto in cemento amianto a personale non in possesso dei requisiti di legge, senza predisporre un piano di lavoro e omettendo di presentare la notifica all’organo di vigilanza.

Le due discariche erano state messe sotto sequestro. A Casotto Pescatori era stato trovato anche dell'amianto, oltre che ferro, acciaio, plastiche da demolizione e filtri olio motore. A Barbaruta, erano spuntati fuori apparecchiature elettriche ed elettroniche, imballaggi contaminati da residui di sostanze pericolose, pneumatici, legname, cavi elettrici, imballaggi, materiale da attività di costruzione e demolizione come anche veicoli fuori uso.

Nel corso del dibattimento, i dipendenti del Consorzio avevano sostanzialmente affermato di ignorare la provenienza di quel materiale e avevano ribadito che comunque, in ogni tipo di operazione, l’ente ha sempre preteso un modus operandi rispettoso delle regole.

Al termine il viceprocuratore onorario Pamela Di Guglielmo aveva comunque chiesto la condanna a 15.000 euro, in considerazione dell'accertata responsabilità emersa nelle udienze. Di diverso avviso i difensori Roberto Baccheschi e Alberto Vannetti, che avevano sollecitato l'assoluzione. La Procura, una volta lette le motivazioni, deciderà se proporre appello.

Pierluigi Sposato

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