Sicurezza
Sindaci bloccano la strada per il futuro del Cipressino
L’importante strada di collegamento dell’Amiata attende da anni il rifacimento Ieri la manifestazione, con tanti rappresentanti istituzionali ma pochi cittadini
ARCIDOSSO. Camion, camioncini, furgoni, automobili, bandiere e un centinaio di persone. Non c’era tantissima gente alla manifestazione che le istituzioni e le comunità amiatine hanno tenuto ieri alle Pergole di Arcidosso per sollecitare la Regione a mettere finalmente mano alla strada provinciale 64 del Cipressino. Ma si sa, la gente è delusa, perché il Cipressino è una grande opera che si attende da decenni e mai ha visto la luce. Moltissimi, che pure hanno firmato la petizione per #facciamoci strada, non erano presenti. Scoraggiati, forse.
Stavolta la manifestazione va a invocare per lo meno due lotti: Casalino e Orcia, di competenza della agonizzante Provincia di Grosseto. I sindacati mettono in dubbio che il Casalino abbia buone probabilità di riuscita.
L’ultimo intervento importante risale a circa 25 anni fa, con la costruzione del tratto delle tre corsie e la ristrutturazione del ponte della Zancona. Da allora più nulla.
Tutti però chiedono che la strada sia allargata. Lo ha dimostrato la presenza dei sindaci dell’Unione alla manifestazione che ha occupato una delle tre corsie tra Montegiovi e le Pergole. Presenti anche l’ex presidente della Provincia Emilio Bonifazi e Leonardo Marras, capogruppo regionale Pd che ben conosce la situazione dei trasporti amiatini tanto da averne fatto tema delle proprie campagne elettorali. Presenti le associazioni di categoria, la Misericordia, i sindacati, alcuni imprenditori. E presente anche l’ex assessora regionale Annarita Bramerini, oggi direttrice di Cna, che ricorda di aver sottoscritto un anno fa il patto di ferro Regione, Comuni e provincia. «Sono 25 anni che il Cipressino aspetta – ha commentato il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci – e intanto la strada si è trasformata in una carrareccia».
Che le condizioni di questa strada, che costituisce la porta grossetana di accesso all’Amiata dipartendosi dalla Grosseto-Siena, siano pessime, è sotto gli occhi di tutti. Imprenditori e pendolari, viaggiatori e turisti non hanno mancato nel corso di questi anni di segnalarne lo stato, la pericolosità e gli svantaggi economici. Tanto che l’operazione Cipressino è diventato l’inossidabile cavallo di battaglia di ogni campagna elettorale. Un leit motiv scontato, subito chiuso a chiave dopo le elezioni.
Anche in occasione delle ultime elezioni regionali il Cipressino è stato protagonista di un patto preelettorale fra istituzioni, che hanno preso l’impegno di mettere le gambe al progetto di restyling strutturale: 1,8 milioni di euro li avrebbe messi la Provincia, 5 la Regione e 2,5 i Comuni coi soldi delle compensazioni della geotermia. Dal quel patto i quadri istituzionali sono cambiati. La Provincia è praticamente sparita, ma quei soldi l’Amiata li vuole. «Noi – dice Franci interpretando il pensiero di tutti i colleghi – non ci spostiamo dall’accordo siglato a Santa Fiora durante le elezioni regionali. Invochiamo una svolta e pretendiamo che vengano spesi i soldi che ci sono, perché la Provincia ce li aveva destinati».
Marras, alla fine, non si è potuto sbilanciare: «Quei 5 milioni dovrebbero arrivare, speriamo. Prima dobbiamo stanziare le risorse, molto diminuite, nel piano triennale».
Alle istituzioni si è rivolta Ilaria Tosti della Tosti srl, portavoce del comitato che si costituirà: «Chiedo l’impegno delle istituzioni da cui non sempre ci siamo sentiti sostenuti. Questa strada è linfa vitale per la nostra economia».
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