Attenzione
Nuovo allarme squalo: via la gente dal mare
Marina di Grosseto, ancora un avvistamento dopo 24 ore. La capitaneria: «Forse è in difficoltà»
MARINA DI GROSSETO. Per la seconda volta, nel giro di ventiquattr’ore, i bagnini hanno richiamato le persone che stavano facendo il bagno e le hanno fatte uscire fuori dall’acqua per “allarme squalo”.
Non siamo sulle coste della California o in quelle infestate dai pesci killer dell’Australia, ma a Marina di Grosseto, nel tratto di spiaggia davanti alle colonie. Pare impossibile eppure è successo davvero, la prima volta martedì mattina alle 10, la seconda ieri, più o meno alla stessa ora.
Qualcuno ha avvistato una pinna di squalo e ha dato l’allarme. I bagnini sulle torrette hanno preferito evacuare lo specchio d’acqua per precauzione e hanno chiamato vigili urbani e guardia costiera che ha pattugliato la zona, alla ricerca del pesce.
Dalle descrizioni rese alla capitaneria lo squalo avvistato è probabilmente una verdesca o uno squalo volpe, specie non pericolose per l’uomo. Non esistono tuttavia fotografie o video che possano testimoniare con certezza di che specie si tratti.
Al momento quella della verdesca o dello squalo volpe è un’ipotesi surrogata da due circostanze. In primo luogo, gli squali volpe e le verdesche sono le due specie più comuni di squalo che si possono incontrare davanti alle coste toscane. In secondo luogo, uno squalo volpe – o una verdesca – è stato avvistato a inizio luglio ad Ansedonia (Capalbio). In quel caso il grosso pesce rimase intrappolato in una secca a pochi metri dalla riva e due brillanti bagnini lo raggiunsero in pattino, lo legarono per la coda e lo portarono al largo dove l’acqua è profonda. È questo infatti l’habitat ideale di queste specie, ed è infatti anomalo che si avvicinino alla costa. Eppure così pare sia successo a Marina.
Per questo la capitaneria di porto ha iniziato il pattugliamento e ha inviato al ministero dell’Ambiente la segnalazione dell’avvistamento.
«Avvistare tre squali in pochi giorni è una cosa inusuale – spiegano dal comando della capitaneria di porto di Porto Santo Stefano – ma più che tutto i nostri pattugliamenti servono a verificare l’esatta natura dello squalo e ad aiutarlo a riprendere il largo, se fosse in difficoltà. È possibile che durante la caccia a qualche specie pelagica, ad esempio i tonni, questi ultimi finiscano per spiaggiarsi e lo squalo li segua».
La capitaneria ribadisce che gli squali di questa specie non sono aggressivi. «Non siamo davanti a uno “squalo killer” – proseguono – ma siamo comunque abituati, per garanzia e sicurezza, a non sottovalutare alcuna segnalazione. Attenzioneremo la zona anche nelle prossime uscite».
Francesca Ferri
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