Il Tirreno

Grosseto

Ex comandante dei vigili deve risarcire il Comune

di Francesca Gori
Ex comandante dei vigili deve risarcire il Comune

Demansionamento di un agente: la Corte dei Conti condanna a pagare 30.000 euro Assolto l’ex sindaco Rolando Di Vincenzo: «Aveva lavorato per il bene della collettività»

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ORBETELLO. L’ex sindaco è stato assolto ma la stessa sorte non è toccata all’ex comandante della polizia municipale. Che dovrà versare nelle casse del Comune di Orbetello trentamila euro.

È questo quello che hanno scritto i giudici della Corte dei Conti della Toscana dopo l’esposto presentato da un agente della polizia municipale della cittadina lagunare che era stato demansionato al ruolo di messo notificatore insieme ad altri tre colleghi per sostituire il dipendente che era in ferie. Diego Dini si era rivolto alla Procura e il giudice del Lavoro del tribunale di Grosseto gli aveva dato ragione condannando il Comune a pagare circa trentamila euro a titolo di risarcimento del danno da demansionamento e mobbing.

Tutto era infatti cominciato con un decreto firmato dall’allora sindaco Rolando Di Vincenzo il 3 settembre 2004 con il quale veniva attribuito a Dini e ad altri tre agenti della polizia municipale la mansione di messo notificatore: il dipendente che svolgeva quel servizio era in ferie e l’altro suo collega era stato trasferito a un altro Ente. Il sindaco inoltre aveva disposto che gli agenti che a rotazione avrebbero dovuto svolgere quella mansione, non avrebbero potuto farlo in divisa e nemmeno con le armi al seguito. Per questo l’allora comandante della polizia municipale Donato Mastrodonato aveva chiesto a Dini di consegnare la pistola, le munizioni e le manette in dotazione ai dipendenti che erano stati assegnati al servizio notifiche. Una decisione, quella presa dal sindaco e messa in pratica dal comandante della municipale che all’agente non era andata giù: lo stesso trattamento non sarebbe stato riservato infatti agli altri tre agenti.

L’uomo aveva segnalato quello che era successo alla Procura erariale e aveva anche intentato una causa civile dal giudice del Lavoro del tribunale di Grosseto che aveva appunto condannato il Comune a risarcire il dipendente. Il Comune però, dopo aver riconosciuto un debito fuori bilancio di oltre 40.000 euro per il risarcimento aveva deciso di ricorrere in appello nei confronti della sentenza del giudice del lavoro. Ma anche in secondo grado, la decisione presa dal tribunale era stata confermata con uno sconto di 5.850 euro.

A maggio di due anni fa, alla Corte dei Conti sono arrivate le memorie difensive dell’ex sindaco (difeso dall’avvocato Nicola Tamburro) e di Donato Mastrodonato (rappresentanto dagli avvocati fiorentini Gilda Laviano e Giacomo Summa). L’ex comandante ha spiegato di aver seguito le direttive che aveva ricevuto dal sindaco e che comunque il fatto che Dini, come altri tre agenti, avrebbe dovuto svolgere quel ruolo non rappresentava certo un demansionamento. Stessa cosa aveva rappresentanto l’avvocato di Di Vincenzo, che, secondo i giudici, aveva assolto al proprio compito di amministratore nell’interesse della collettività.

L’ex sindaco è stato assolto e i 30.000 euro al Comune li dovrà restituire l’ex comandante Mastrodonato: è stato lui, secondo i giudici, a utilizzare il solo Dini per svolgere il lavoro di messo notificatore senza permettere la rotazione con gli altri colleghi che erano stati indicati in un primo momento, oltre che aver rifiutato le ferie chieste dal Dini e non avergli permesso di fare gli straordinari per le elezioni amministrative che si sono svolte quell’anno.

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