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Grosseto

«Caro Enrico, non si regge più»

«Caro Enrico, non si regge più»

Stanco di dover tagliare i servizi, Bellumori scrive al governatore toscano

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GROSSETO. Il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori scrive al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Argomento: l’Imu, o meglio, il fondo di solidarietà comunale Imu. Il primo cittadino del Comune più a sud della Maremma Grossetana invia il suo intervento anche a Antonio Mazzeo, presidente della commissione regionale Costa.

«Conosco il vostro impegno – scrive Bellumori – nel rilancio della Costa, anche attraverso la Commissione della quale Mazzeo è presidente. Credo che questa attività possa tradursi in opportunità di crescita e sviluppo».

A questo punto Bellumori scrive una lista di comuni toscani ( in ordine alfaberico). Eccoli: Bibbona, Camaiore, Campo nell’Elba, Capalbio, Capoliveri, Capraia Isola, Casale Marittimo, Castagneto Carducci, Castiglione della Pescaia, Follonica, Forte dei Marmi, Isola del Giglio, Porto Azzurro, Marciana, Marciana Marina, Monte Argentario, Montemignaio, Montignoso, Orbetello, Pietrasanta, Portoferraio, Rio nell’Elba, Rio Marina, Riparbella, Rosignano Marittimo e San Vincenzo. Questi comuni, che ricadono tutti «nell’area della Costa e delle Isole – scrive il sindaco di Capalbio – hanno un Fondo di solidarietà comunale Imu negativo. E risulta oltremodo penalizzante per la gestione di questi enti se il Fondo permane negativo anche dopo il ristoro della Tasi sull’abitazione principale».

«In termini finanziari – spiega Bellumori – significa che in taluni casi l’incidenza del prelievo del Fondo sulle entrate tributarie previsionali 2016 arrivi a superare anche il 20%, con tutte le problematiche di predisposizione dei bilanci e l’impossibilità a proseguire con sufficienza all’erogazione di beni e servizi».

«I Comuni menzionati – continua Bellumori – hanno altissima vocazione turistica e balneare. Sono immaginabili, dunque, le conseguenze che potrebbero esserci in assenza di adeguati servizi e manutenzioni».

«Tra le novità 2016 dal punto di vista della finanza locale – dettaglia Bellumori – c’è la contabilità armonizzata e il nuovo metodo di calcolo del Fondo di Solidarietà Comunale. Tali principi hanno avuto un impatto devastante sui bilanci e sulle azioni amministrative: dalla riduzione dell’avanzo accantonabile ai problemi di cassa, mancati servizi di manutenzione sul patrimonio e verde pubblico...».

«Il complessivo gettito al Fondo dei 29 comuni toscani – continua – è di oltre 49 milioni di euro, un terzo della contribuzione di tutti i comuni della Toscana. Il gettito si riduce a 32 milioni di euro al netto del ristoro Tasi».

«Per il comune di Capalbio il Fondo di solidarietà negativo è passato da 203.568,34 euro nel 2015 a 499.456,38 euro nel 2016 a parità di imposizione fiscale con una contribuzione del gettito alla finanza generale di oltre 1.182.000,00 euro. Con il proseguire di questa situazione e con l’applicazione dello stesso principio di calcolo, il comune di Capalbio (e non solo) nel 2017 si troverà nella circostanza di dover tagliare i servizi essenziali alla cittadinanza».

«Come sindaco – scrive ancora Bellumori – non chiedo che venga messa una targhetta all’entrata di qualche Comune meno virtuoso del nostro e al quale finanziamo il bilancio. Chiedo solo alla Regione, che tanto sta investendo per il rilancio della costa toscana, di far sì che i cittadini di Capalbio vedano reinvestiti i soldi delle loro imposte nel territorio e che le stesse risorse non vadano in calderoni dei quali non sono definite e definibili modalità di gestione».

«I cittadini dei 29 Comuni toscani – conclude il sindaco di Capalbio – e i bilanci dei Comuni che li amministrano devono avere lo stesso trattamento che hanno i restanti comuni della Regione. Non è accettabile questo stillicidio amministrativo e finanziario mirato a mettere gli enti e le comunità amministrate in ginocchio. E ritengo che non possa essere accettato anche da voi che peraltro promuovete un’azione importante per il rilancio della Costa Toscana».

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