Proteste
«Bimbo malnutrito», genitori indagati
Grosseto: ipotesi di maltrattamenti, in arrivo una perizia con due specialisti. La segnalazione era partita dalla Pediatria del Misericordia
GROSSETO. Una coppia di genitori maremmani è indagata dalla Procura della repubblica per l’ipotesi di maltrattamenti nei confronti del loro figlio più piccolo. Un maltrattamento riconducibile, secondo la magistratura, a una possibile malnutrizione del piccolo, che ha circa un anno.
Lei quarantenne casalinga, lui libero professionista di qualche anno più anziano, hanno ricevuto ai primi del mese di luglio l’avviso di garanzia firmato dal sostituto procuratore Maria Navarro. Un avviso destinato al compimento del successivo passo di indagine già fissato: una perizia medico-legale. Nei prossimi giorni sarà infatti un collegio di specialisti a esaminare il piccolo per aiutare la magistratura a capire se il regime alimentare finora praticato sia stato corretto, e quindi se lo stato di salute precario del piccolo sia dovuto ad altra causa, oppure se ci siano state carenze negli alimenti finora somministrati, tali da influenzare la crescita. Vegani o no? Fautori di una dieta vegetale oppure semplicemente attenti agli alimenti da somministrare al bambino? La vitamina B12, al centro dei dibattiti in corso sulle alimentazioni di piccoli e adulti, è stata in qualche modo fornita o no? È bene chiarire che i genitori non sono in alcun modo etichettabili, tantomeno allo stato attuale dell'indagine. Anche perché gli altri loro figli non presentano problemi di alcun genere: sono cresciuti bene. E gli accertamenti finora eseguiti non consentono di capire se anche i bambini più grandi siano stati guidati lungo il medesimo percorso di crescita dell'ultimo arrivato: i genitori non sono stati ancora interrogati.
Le uniche dichiarazioni disponibili sono eventualmente quelle che gli stessi genitori avevano rilasciato un paio di mesi fa al reparto di pediatria del Misericordia. Loro stessi avevano portato il piccolo in ospedale perché preoccupati dallo stato di crescita, ritenuto insufficiente. Loro stessi quindi, involontariamente, avevano fatto partire gli accertamenti. Era stata la struttura ospedaliera a far partire la segnalazione alla Procura, dopo aver ravvisato evidentemente anomalie meritevoli di essere approfondite. Si era messa insomma in movimento la task force che interviene nei casi che coinvolgono i minori anche se questo è un caso che, nell’azienda sanitaria grossetana, non ha avuto mai precedenti. Il bambino, comunque, è ancora con la famiglia.
Ai primi di agosto, a Siena, inizieranno gli accertamenti tecnici irripetibili disposti dalla Procura. Il pm Navarro ha incaricato il professor Giuseppe Buonocore, direttore dell’Unità operativa complessa di Pediatria neonatale dell’Azienda ospedaliera universitaria senese, e il professor Mario Gabbrielli, specialista in medicina legale. Dovranno cercare di accertare se sono riscontrabili lesioni nel bambino e, in caso affermativo, di accertare le cause. I periti potranno acquisire gli eventuali dati clinici relativi a questi primi mesi di vita del piccolo per metterli a confronto con lo stato di salute attuale. I genitori, se lo riterranno opportuno, potranno far seguire le operazioni da un proprio specialista di fiducia. Poi seguiranno i tempi di deposito delle conclusioni peritali. A quel punto la Procura prenderà le sue decisioni, eventualmente anche chiedendo ai genitori se intendono rispondere a un interrogatorio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
