Attenzione
Nuove regole per i vini grossetani
Il Consorzio di tutela modifica il disciplinare: ecco cosa cambia
GROSSETO. L’assemblea dei soci del consorzio di tutela dei vini della Maremma toscana ha approvato nei giorni scorsi la modifica del disciplinare di produzione. Parte così, ufficialmente, l’iter per migliorare la doc che riunisce i vini prodotti nella provincia di Grosseto.
A cinque anni dal riconoscimento, infatti, i produttori hanno avvertito l'esigenza di rivedere le norme che regolano e disciplinano la produzione adeguandole alle richieste del mercato e colmando alcune lacune esistenti. Il Consorzio di tutela dei vini della Maremma toscana è nato due anni fa con l’obiettivo, tra gli altri, di tutelare e salvaguardare la doc Maremma Toscana, intervenendo anche sulle regole che ne disciplinano la produzione. Il Consorzio conta 349 aziende – di cui 64 con produzione “verticale” – e un totale di 4 milioni di bottiglie prodotte nell’intera provincia dalle pendici del monte Amiata alla costa, fino all’Isola del Giglio.
La doc dispone di una zona di produzione di quasi 8.600 ettari di vigneto, dei quali 1.630 sono stati utilizzati per produrre i vini della denominazione durante la vendemmia 2015. I dati riferiti ai vini imbottigliati con la doc Maremma Toscana nei primi 6 mesi del 2016 fanno segnare un’ulteriore crescita dei quantitativi: circa 21.700 ettolitri contro i 32.260 dell’intero 2015. Obiettivo del Consorzio è quello di unire e valorizzare le diversità del territorio della Maremma, esaltandone tutta la complessità, non solo enologica, ma anche turistica, agricola, storica e culturale.
Edoardo Donato, presidente del consorzio, spiega le principali modifiche, che vanno proprio in questa direzione. «Innanzitutto la revisione della base ampelografica prevista per la produzione delle tipologie rosso e bianco, eliminando la presenza obbligatoria di un solo vitigno prevalente (Sangiovese, per almeno il 40% nel caso del rosso, Vermentino e/o Trebbiano toscano, nel caso del Bianco) e consentendone la produzione con la presenza, da sole o congiuntamente, delle prime cinque varietà a bacca rossa e bianca più coltivate sul territorio, per un minimo del 60%. Poi verranno ammesse e inserite nuove tipologie varietali e, in particolare, Cabernet Franc e Petit Verdot, molto diffuse in Maremma con superfici intorno ai 170 ettari, e il Pugnitello, un vitigno autoctono del territorio, reperito nel 1978 in un vecchio vigneto vicino a Cinigiano e oggetto di sempre maggiore interesse da parte dei viticoltori maremmani».
In futuro, inoltre, sarà consentito di presentare i vini della doc Maremma toscana con l’indicazione in etichetta di due varietà, inserendo quelle che comunemente si chiamano tipologie “bivarietali”, una novità assoluta fra le dop toscane, visto che all'oggi i bivarietali sono consentiti, in Toscana esclusivamente per i vini igt. Con il nuovo disciplinare sarà inoltre introdotta la tipologia Rosato per il vino spumante e per alcuni vini varietali da uve a bacca rossa (Alicante, Ciliegiolo, Sangiovese, Merlot e Syrah) e la menzione tradizionale “Governo all’uso toscano”, che sarà utilizzabile solo per il vino rosso e per la tipologia varietale Sangiovese. Per far crescere qualità e reputazione dei vini della denominazione è stata prevista la restrizione dell’imbottigliamento alla sola zona di produzione e alle aree limitrofe. Questo renderà possibile, fatte salve le deroghe a salvaguardia dei diritti acquisiti, l'imbottigliamento nella provincia di Grosseto, consentendo di garantire origine dei vini ed efficacia dei controlli. (g.b.)
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