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Falso per la gestione di un immobile comunale: processo per 5
Un altro processo per Elismo Pesucci, ex sindaco di Campagnatico. Un processo per un presunto falso ideologico commesso da privato in atto pubblico, legato secondo alla Procura alla presentazione...
Un altro processo per Elismo Pesucci, ex sindaco di Campagnatico. Un processo per un presunto falso ideologico commesso da privato in atto pubblico, legato secondo alla Procura alla presentazione della domanda per ottenere la gestione di un immobile di proprietà del Comune, in località Sticcianese. Pesucci non è il solo imputato del processo che si è aperto ieri mattina davanti al giudice Andrea Stramenga: ci sono i componenti del consiglio direttivo dell’associazione Pro Loco Arcille 2001, firmataria della domanda contestata (2014), e cioè Donatella Gabbrielli, presidente, Enrico Comandi, Adriano Anselmi ed Elena Gabbrielli, componenti. Pesucci, secondo l'imputazione, in questo caso non ha nulla a che vedere con il suo ex ruolo di amministratore pubblico: sarebbe stato il determinatore della domanda ritenuta falsa, mentre i componenti del consiglio sarebbero stati d’accordo con presidente e con Pesucci stesso. Quello che secondo la Procura è falso è il contenuto delle dichiarazioni comprovanti l’operatività dell'associazione, inserite nella domanda di partecipazione al bando. Non sarebbero corrispondenti al vero l’anzianità associativa di 14 anni e nemmeno la realizzazione di 36 iniziative nel triennio 2010-2013, circostanze indicate nella domanda. L'associazione Pro Loco 2001 sarebbe rimasta inoperosa sin dal 2004, sempre secondo l’imputazione, e non avrebbe svolto attività associativa e di organizzazione eventi, né in proprio né con altre associazioni. Il sostituto procuratore Giuseppe Coniglio ha indicato come normativa di riferimento il testo unico sulla documentazione amministrativa, il Dpr 445 del 2000.
In particolare, il Comune di Campagnatico aveva effettuato la selezione per i locali magazzino a Sticcianese, con lo scopo di affidarli ad associazioni senza scopi di lucro. Un ambiente di 41 metri quadrati a piano terra, dotato di allacciamento elettrico e di acqua. Si trattava di un locale che in passato era stato concesso in uso gratuito all’Associazione nazionale combattenti e reduci, sezione poi non più esistente. La giunta comunale, nel settembre 2014, aveva deliberato la concessione dei locali indicando i requisiti per la partecipazione all’avviso e il canone annuo da versare. La domanda ritenuta falsa nei contenuti era stata presentata il 25 ottobre 2014.
Ieri il giudice ha verificato la costituzione delle parti e ha preso atto degli elementi di prova che le parti vogliono che siano portati all'evidenza del processo. Poi il rinvio al febbraio 2018, per ascoltare i primi testimoni. (p.s.)
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