Il dolore
QUINDICI ANNI DI DRAMMI E PROTESTE
EMILIO GUARIGLIA. Il cronista, si sa, ha una sua geografia tutta speciale. I luoghi, nella testa e nel cuore di chi per mestiere deve raccontare i fatti, ai fatti si legano indissolubili. Così,...
EMILIO GUARIGLIA. Il cronista, si sa, ha una sua geografia tutta speciale. I luoghi, nella testa e nel cuore di chi per mestiere deve raccontare i fatti, ai fatti si legano indissolubili. Così, attraversando come spesso capita via della Pace, il cronista riattraversa almeno quindici anni di brutte storie. Incidenti, feriti gravi, gravissimi. Lutti. Tutti, o quasi, in fotocopia: il pedone (a volte anche due insieme) che tenta di passare la strada e l’auto (o lo scooter) che lo travolge. Perlopiù anziani, le vittime; perlopiù dalle parti della chiesa del Sacro Cuore; spesso all’uscita di una messa. Proprio là dove oggi, in virtù di decisioni assunte qualche mese fa, si lavora per la sicurezza.
Una rapida ricerca d’archivio racconta di quando nel 2004, dopo gravi episodi, le opposizioni in consiglio chiedevano interventi urgenti. O di quel febbraio 2011 quando, dopo due mezze tragedie, don Giancarlo Silveri dal pulpito lanciò il suo clamoroso appello alla mobilitazione popolare per le “strisce sicure”, raccogliendo 550 firme in poche ore.
Ora gli interventi sono in atto. Nel frattempo molti anni e molte altre brutte storie. Per questo l’applauso è solo a metà. Davvero ci voleva tanto?
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