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Grosseto

Nomine negli Atc Respinta la richiesta di Federcaccia

Nomine negli Atc Respinta la richiesta di Federcaccia

Il Consiglio di Stato non accoglie l’istanza di misure cautelari contro Libera Caccia. Camera di consiglio l’8 settembre

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GROSSETO. Federcaccia perde anche il secondo round nella battaglia legale contro Libera caccia: il Consiglio di Stato, al quale si era appellata contro le tre recenti sentenze del Tar della Toscana, ha respinto l’istanza di misure cautelari monocratiche avanzata dall’associazione.

La querelle tra Federcaccia e Libera Caccia riguarda i criteri di nomina dei membri dei comitati di gestione degli Atc, gli ambiti territoriali di caccia.

L’associazione Libera caccia, assistita dall’avvocato castiglionese Fabio Tavarelli, aveva contestato il principio di rappresentatività adottato dalle Province per nominare i membri dei comitati di gestione degli Atc e aveva accusato le associazioni di cacciatori di aver sempre fatto “cartello”, risultando con molti iscritti e guadagnandosi una forte rappresentanza negli Atc.

Libera caccia aveva fatto ricorso al Tar della Toscana che aveva condiviso le sue ragioni e ribaltato i criteri di nomina dei membri dei comitati di gestione degli Atc di Firenze, Grosseto e Lucca, stabilendo che si debba applicare il principio del pluralismo, dando voce anche ad associazioni singole.

Federcaccia aveva parlato di «sentenze contraddittorie» e aveva annunciato appello al Consiglio di Stato «con l’auspicio e anzi la convinzione – aveva detto l’associazione – che il Consiglio di Stato vorrà fare giustizia».

L’ultima parola non è stata ancora pronunciata. La discussione è fissata per l’8 settembre e sarà in quell’occasione che i giudici romani entreranno nel merito della questione.

Al momento, però, il presidente della quinta sezione del Consiglio di Stato, Giuseppe Severini, chiamato a decidere sulla richiesta di misure cautelari fatta da Federcaccia, ha ritenuto di non doverla assecondare. «Da un primo sommario esame – scrive il giudice nel decreto datato 12 luglio – non sono stati evidenziati elementi significativi in ordine alla gravità e urgenza della invocata misura cautelare monocratica tali da non consentire neppure la dilazione della causa fino alla data della camera di consiglio per la trattazione della domanda cautelare da parte del collegio».

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