Proteste
Bando del verde Il Tar respinge il secondo ricorso
A rivolgersi al tribunale era stata l’azienda prima in graduatoria Dopo la riammissione della ditta esclusa è scalata di un posto
FOLLONICA. Ancora una volta sul maxi bando del verde si pronuncia il Tar: respinto il ricorso proposto dalla Green Service contro il Comune di Follonica e la ditta Albiati srl.
Per la seconda volta in pochi mesi sono i giudici di Firenze a esprimersi sui lavori della commissione di gara istituita dal municipio del golfo, per assegnare l’appalto della durata di quattro anni e dal valore di circa tre milioni di euro. Ora a fare ricorso al tribunale amministrativo è l’azienda che era al primo posto nella graduatoria prima della riammissione, imposta sempre dal Tar al Comune di Follonica, dell’impresa scartata in principio dal collegio, perché la proposta migliorativa dell’impresa risultava sproporzionata rispetto al patrimonio verde di Follonica. La Green Service quindi, dopo essersi vista calare al secondo posto della graduatoria, anche se di fatto sono ancora in corso le valutazioni del caso, ha deciso, come avevano previsto già dal municipio del golfo, di rivolgersi anch’essa al Tar, chiedendo ai giudici di annullare il provvedimento dell’amministrazione comunale.
Le offerte arrivate in Comune sono state diciassette: il 5 maggio scorso la commissione aveva aggiudicato provvisoriamente alla Albiati srl di Orbetello il maxi appalto. Un’ aggiudicazione provvisoria e il sentore che ci potessero essere altre sentenze era nell’aria. Il Tar ha però respinto il ricorso della Green Service. «Considerato, a una prima sommaria delibazione, che il ricorso non appare assistito da fumus boni juris (mancano quindi i presupposti giuridici per applicare il provvedimento richiesto dalla azienda ricorrente); rilevato, infatti, che l’analitica riproposizione delle questioni esaminate dalla stazione appaltante nel corso del sub procedimento di verifica dell’anomalia si palesa esorbitante dai limiti entro i quali può essere esercitato in materia il sindacato di legittimità, mirando sostanzialmente a sovrapporre i propri apprezzamenti a quelli riservati, secondo pacifica giurisprudenza, alla discrezionalità dell’amministrazione».
Non esistono in buona sostanza i presupposti per accettare la richiesta della Green Service: per questo i giudici hanno respinto il ricorso condannando l’impresa a pagare le spese del processo, pari a 1.000 euro. Il bando del verde ha, fin dal momento della sua pubblicazione, scatenato polemiche all’interno del consiglio comunale: una e-mail di un imprenditore della zona inviata sia alla maggioranza che alla minoranza all’inizio dell’iter ha fatto crescere l’attenzione sul procedimento, tanto che, in più occasioni, il Movimento 5 Stelle in primis, ha richiesto al sindaco Andrea Benini di convocare una commissione consiliare sull’argomento, istanza sempre respinta dal primo cittadino almeno fino alla fine del primo iter del bando, quello che ha poi portato all’affidamento provvisorio alla ditta Albiati. La scelta di fare una gara unica inserendo all’interno l’intera gestione del verde cittadino ha portato chiaramente ad un appalto dall'alto valore economico e di conseguenza ad un procedimento durato mesi che ha causato anche l’affidamento del servizio per la durata di sei mesi, tramite la piattaforma digitale, ad un’azienda per continuare ad avere chi si occupasse delle aree verdi. E il caso ha voluto che in questo frangente fosse la Green Service a vincere la gara.
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