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Grosseto

querelle tra i democratici

Valente: «Offese fuori logica»

Valente: «Offese fuori logica»

Il dirigente replica a Franci dopo la proposta di traghettare il Pd

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GROSSETO. Il sindaco di Castel del Piano, tirato in ballo per fare il saggio traghettatore del Pd verso il congresso, tre giorni fa aveva detto «no, grazie» e nella sua risposta aveva attaccato il dirigente Roberto Valente, che adesso replica.

«Franci – dice Valente – ha tutto il diritto di contribuire, anche con suggerimenti, al tentativo di ricostruire un partito che purtroppo è lontano dagli elettori; può indicare quale sia a parere suo il percorso da fare, ma mi sembra estremamente scorretto definire ciarlatano chi ha fatto la stessa cosa prima di lui. Si può non condividere, ma le offese alla persona sono veramente fuori logica, soprattutto da chi si vanta di rappresentare le istituzioni. Franci deve sapere che sono uscito allo scoperto solo perché il chiacchiericcio che girava in città (sicuramente lui dalla montagna non lo conosce) era insopportabile e mi sembrava utile e opportuno iniziare un dibattito ufficiale. L’ho fatto per stoppare le ipotesi che circolavano, ma soprattutto per sollecitare la convocazione degli organismi, che a distanza di un mese non erano stati ancora convocati».

«In quale partito si fanno passare quarantacinque giorni prima di dibattere il risultato elettorale che ha portato alla schiacciante sconfitta ed individuarne le cause?», si chiede ancora Valente.

«A Grosseto – prosegue – è in corso un tentativo per far passare il tempo, sperando che tutto venga dimenticato. Vorrei inoltre rassicurare Franci sul fatto che non ho alcuna mira nel partito. Ribadisco inoltre che non è in discussione l’onestà di Simiani, piuttosto la preparazione e l’attitudine a occupare certi posti, dai quali dipende il bene dei cittadini. E credo che se uno non svolge bene il proprio compito non debba proseguire in quell’incarico». Di tutta questa querelle, conclude Valente, «mi amareggiano le offese personali fatte dall’onorevole, che non ritenevo cadesse così in basso, pur di mantenere lo status quo. Spero che in ciò non abbia inciso una vecchia discussione tra Franci e il sottoscritto, quando ero presidente di Coseca». (g.b.)

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