Il Tirreno

Grosseto

Parco e Provincia, il rebus delle nomine

di Gabriele Baldanzi
Parco e Provincia, il rebus delle nomine

Il Comune di Grosseto assumerà un ruolo chiave. Inattendibili le voci su Stellini e Tei all’Uccellina, si fa largo l’ipotesi Favali

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Il consiglio direttivo del Parco regionale della Maremma è in scadenza, così come i vertici della Provincia di Grosseto. Nei prossimi mesi il Comune capoluogo assumerà quindi un ruolo centrale, di coordinamento, in queste partite e, come scriveva qualche giorno fa il Movimento 5 Stelle, sarà interessante capire l’atteggiamento della nuova amministrazione, comprendere se il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna intende segnare una discontinuità rispetto al passato, oppure se – come impone la logica – il centrodestra deciderà di dialogare con il Pd, aprendo ugualmente una nuova fase, ma rinunciando ad alcuni ruoli chiave. Nei prossimi giorni sono previsti alcuni incontri istituzionali. Non si parlerà di nomi, piuttosto di percorsi.

Il Parco della Maremma. La palla è in mano alla Regione Toscana. Sarà il governatore Enrico Rossi a firmare le nomine entro l’estate. Per quanto riguarda presidenza e consiglio le scadenza erano fissate al 27 giugno e 4 luglio. La prassi prevede ulteriori 45 giorni di tempo (che la Regione solitamente si prende) prima delle nomine. Periodo in cui l’ordinaria amministrazione viene portata avanti dagli uscenti. Il nuovo governo dell’ente non si conoscerà, quindi, prima di fine agosto.

Eppure da tempo si parla di nuovi presidenti, di candidati in pectore. La comunità del Parco – di cui fanno parte Provincia, Comune capoluogo, Comune di Magliano in Toscana e Comune di Orbetello – si riunirà a breve. Il centrodestra è in maggioranza e quella di presidente è una poltrona di buona visibilità, dove ci sono in futuro le condizioni per maturare consenso e proseguire un programma di lavoro già tracciato in sintonia con Firenze, con gli enti locali e con l’ex Azienda agricola regionale.

La poltrona di presidente ha però anche delle controindicazioni. La prima è rappresentata dalla mutata geografia politica del direttivo, dove non ci sarà una maggioranza chiara, ma un’equivalenza tra membri in quota al centrosinistra e consiglieri riconducibili a centrodestra o M5s. Con la nuova legge due nomine spettano alla Regione (una di maggioranza e una di minoranza), un consigliere sarà espressione del mondo ambientalista e uno delle associazioni di categoria. Infine tre “indigeni” (con connotati politici) scelti in accordo dalla Provincia e dai tre Comuni toccati dall’area protetta. Sette membri in totale.

Ma chi sono i possibili candidati alla successione di Lucia Venturi, qualora non venisse confermata? In primis va detto che il presidente lo sceglierà la Regione in una rosa di quattro nomi indicati dal territorio. Diciamolo subito: non risulta attendibile la voce di un’investitura di Giovanna Stellini, ex assessora della giunta Bonifazi (non ha i requisiti), così come per le stesse ragioni è impossibile l’impegno ad Alberese di Giancarlo Tei (proveniente dalla zona). Un papabile potrebbe essere invece Luca Favali, già vicepresidente del Parco per sei anni, dipendente comunale, profilo alto, curriculum di tutto rispetto, un tecnico equidistante rispetto ai due principali poli.

La Provincia. Nella prossima seduta il consiglio provvederà, come previsto per legge, alla surroga dei consiglieri cessati e all’approvazione del bilancio. Poi a settembre – nei tempi imposti dalla Delrio – verranno convocati i consiglieri comunali e i sindaci per votare il nuovo presidente della Provincia e a ottobre verrà rinnovato il consiglio provinciale al completo, giunto alla sua naturale scadenza. Il nodo è chi farà il presidente.

Due domande: Vivarelli Colonna vuole assumere anche questo incarico, foriero di rogne e con scarsa visibilità? Oppure, in autunno, lascerà il compito di liquidare l’ente (negli anni a venire) a un sindaco di centrosinistra al secondo mandato, accontentandosi magari di quattro consiglieri? I colloqui, a un tavolo che potrebbe essere allargato anche al M5s, serviranno – come detto – a tracciare una strada, con la politica della Maremma che dovrà oggi più che mai smettere di guardarsi l’ombelico e mostrarsi forte verso Firenze, verso il resto della Toscana. C’è bisogno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa