Sicurezza
Il futuro dell’inceneritore nelle mani di Mps
La banca non si è presentata all’assemblea dei creditori: la sua decisione potrebbe salvare la società dal fallimento
SCARLINO. Il futuro dell’inceneritore di Scarlino verrà deciso nei prossimi venti giorni. L’adunanza dei creditori si è riunita giovedì al tribunale di Grosseto per decidere se accettare o meno la proposta di concordato preventivo presentata dalla società e il giudice Vincenzo Pedone ha concesso un prolungamento dell’iter in modo che ciascuna parte possa votare al riguardo, mettendo per iscritto la propria decisione.
Una proroga, se così vogliamo chiamarla, legata anche all’assenza nell’adunanza di un creditore di un certo spessore: la banca Monte dei Paschi di Siena. È all’istituto di credito quindi che viene messa in mano buona parte della sorte legata all’impianto del Casone, che per gli inizi di agosto conoscerà quindi il proprio destino: continuare con la propria attività oppure dichiarare fallimento.
Non era scontato questo risultato. In realtà, tutta la vicenda poteva chiudersi già giovedì in tribunale, in un modo o nell’altro, con la decisione dei creditori. Una vicenda su cui ad aprile è entrata anche la Procura di Grosseto, che ha chiesto istanza di fallimento della Scarlino Energia, basandolo sul fatto che non esisterebbero, a suo parere, presupposti giuridici ed economici per continuare l’attività di incenerimento.
La società infatti ha accumulato debiti per circa 60 milioni di euro con 240 diversi creditori: un buco legato alle continue fermate dell’impianto su ordine dei vari tribunali amministrativi (Tar e Consiglio di Stato) che in più occasioni hanno revocato le autorizzazioni. Ma c’è stato anche quel passaggio consumato nell’aprile 2013 a far scattare la Procura, con la scissione societaria dalla quale sono nate due nuove società: una nuova Scarlino Energia srl (con una diversa partita Iva) su cui sono stati trasferiti tutti i debiti spogliandola dei beni immobili che invece sono stati conferiti alla neocostituita Scarlino Immobiliare srl, che invece ha debiti solo con Mps. Dubbi sollevati non soltanto dal pm, ma anche da due piccoli creditori, che contestarono la proposta di concordato presentata dalla società per mettersi al riparo dai debiti in attesa di poter intanto riprende con l’incenerimento, visto che il settembre scorso (per la terza volta) sono state date nuove autorizzazioni all’impianto dalla Regione Toscana. E a dare delle risposte a questi dubbi ci ha provato Francesco Carri, il commissario nominato, che nella relazione consegnata al giudice grossetano ha messo in risalto due aspetti importanti: il primo è che «la proposta possa essere la più conveniente per i creditori rispetto alla liquidazione», mentre il secondo riguarda il fatto che il Carri «non rileva irregolarità nella scissione» della società in due nuove. Sarà anche sulla base di questa relazione che il giudice Pedone ha ritenuto di rinviare le istanze della Procura nella discussione nel merito, quando ci sarà l'udienza, concedendo venti giorni ai creditori per votare sulla proposta di concordato. Già giovedì in diversi hanno dato il proprio benestare, ma l'iter ha richiesto un prolungamento per l’assenza di Mps, che ha disertato l’adunanza. Ciò non toglie che la banca senese abbia già messo in agenda la votazione sul destino di Scarlino Energia, che sulla base di quanto esprimerà l'istituto di credito potrà continuare la sua attività oppure dichiarare fallimento.
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