Sicurezza
Viaggio da incubo e la Tiemme si scusa
Su un bus Firenze-Grosseto l’aria condizionata va ko: dopo 45 minuti a 33 gradi, l’autista rimedia aprendo il portellone
GROSSETO. Hanno sudato sette camicie per i primi quarantacinque minuti, poi il resto del tragitto l’hanno trascorso sobbalzando sui sedili storditi da un rumore assordante. Parliamo del viaggio con cui alcuni grossetani – il 6 luglio – sono rientrati in città salendo sulla corsa della Tiemme che parte da Firenze poco prima delle 14. Tra loro c’era anche Giuseppe De Martis, presidente di Federconsumatori, che ha deciso di scrivere al presidente dell’azienda di trasporto pubblico per denunciare la disavventura. Il numero uno di Tiemme ha risposto subito: «Ci scusiamo».
Si parte. Firenze, 6 luglio, ore 13.45, stazione degli autobus. «Saliamo su un vecchio Iveco – scrive De Martis – e aspettiamo la partenza». Temperatura, circa 40 gradi: del resto «Il pullman era stato due ore sotto il sole». Nelle ultime 48 ore l’aria è rinfrescata, ma il 6 luglio è stata una delle giornate più calde di questo inizio estate. Sul mezzo l’aria condizionata non è accesa. Perché? «Il conducente – continua il racconto di De Martis – ci rassicura che entrerà in funzione appena il bus viene messo in moto».
Si soffoca. Dopo circa trenta minuti, i viaggiatori sono fradici di sudore e chiedono ragguagli all’autista, che «dice che la situazione cambierà non appena il pullman ha preso velocità». «Dopo circa tre quarti d’ora dalla partenza si suda come bestie, manca l’aria, gli strumenti di bordo segnalano 33 gradi centigradi fissi».
Rimedio estremo. A questo punto il conducente, non sapendo a quale santo votarsi, deve lavorare di creatività «e, consapevole della criticità della situazione, decide di aprire il portellone superiore del vecchio Iveco». Si respira, finalmente. Il viaggio procede «tipo trasporto andino Anni ’50 – usa un pizzico di ironia, il presidente di Federconsumatori – con scossoni dovuti all’usura del mezzo (ferro su ferro), a cui si aggiunge il rumore assordante del provvidenziale flusso d’aria che entra dal portellone».
Il messaggio. «Credo che se lo staff presidenziale e direzionale della Tiemme facesse un’esperienza simile, capirebbe quale servizio sta offrendo alla collettività. E se ne vergognerebbe. È un servizio ridicolo: non merita il costo del biglietto». E sono centinaia i maremmani che, tutto l’anno, sono costretti, anche per lavoro, a percorrere quella tratta con i mezzi pubblici.
Risponde Tiemme. «Pongo a lei e agli altri passeggeri le nostre scuse – risponde Massimo Roncucci, presidente di Tiemme – Abbiamo avviato delle verifiche: il bus è partito da Grosseto con l’impianto di aria condizionata funzionante ma, al ritorno da Firenze, ha avuto un guasto al compressore. Siamo consapevoli che sia necessario un grande rinnovamento del nostro parco mezzi extraurbani». Il problema sono, come ricorda Roncucci, gli stanziamenti economici. Nel 2015 sono stati acquistati oltre 80 autobus di ultima generazione: obiettivo raggiunto ma «non sufficiente – continua Roncucci – e la nostra priorità è il rinnovo dei bus extraurbani. In questi giorni abbiamo annunciato l’acquisto di 10 nuovi autobus, di cui otto extraurbani che destineremo alle tratte Grosseto-Siena-Firenze e Siena-Firenze. Volendo superare la fase di incertezza dettata dall’esito della gara unica in corso, abbiamo deciso di anticipare i piani di investimento di rinnovo della flotta, ricorrendo all’autofinanziamento perché sappiamo bene quanto sia prioritario intervenire». Sul sito tiemmespa.it , nella sezione dedicata al percorso Costruiamo insieme il nostro viaggio, l’azienda ha attivato un confronto con gli utenti utile a raccogliere spunti e elementi di criticità.
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