Il Tirreno

Grosseto

il ricordo

«Paolo e l’amore della compagna»

Insieme dietro al bancone del bar nelle parole di un cliente

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GAVORRANO. La ferita lasciata dalla scomparsa di Paolo Bondani è ancora fresca a Bagno di Gavorrano. Lungo le vie della frazione i ricordi di chi lo ha conosciuto si rincorrono e spesso finisco per rivolgersi alle serate passate al bar dello Sport, dove il bagnaiolo dispensava bevande, sorrisi e battute.

Uno dei suoi clienti, Thurm Anandram Chiarini, ha scritto anche una lettera per riassumere il suo ricordo di Paolo. «La vita non è da capire ma da viversi» dice il gavorranese. «Ho avuto qualche volta il piacere di entrare nel suo bar per la mia bevanda preferita, spuma rossa al ginger, o per uno sporadico caffè che mi aiutasse a portare a termine il programma giornaliero - si legge nella lettera - In quello spazio si poteva percepire una piacevole rigenerazione rilassata e familiare un'alchimia di una qualità che solo un uomo e una donna insieme possono generare. Paolo e la sua compagna di vita la diffondevano tramite il loro lavoro fianco a fianco su chi capace di percepirla, come da un tempio nascosto senza inginocchiatoi. Un tempio clandestino che appare come qualcos'altro che creano le coppie che fanno del loro amore e del lavoro il centro della loro esistenza». È un ricordo sentito, quello di Anandram Chiarini. «Paolo si è separato dal corpo verso un'altra sconosciuta dimensione precedendo i suoi cari, la sua gente, misteriosamente il suo capitolo tra noi doveva concludersi in questo modo: il perché non ci è dato saperlo - continua la lettera - Quello che conta è ciò che provavo ogni volta entrando nel bar di quella fortunata coppia».

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