Proteste
Incendio sventato a Castiglione
Il rogo è stato subito domato, vigili del fuoco al lavoro anche alle porte di Grosseto. Spunta l’ipotesi delle zollette di zolfo
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Con il vento forte di ieri mattina, l’incendio appiccato in due punti nella zona di sosta del belvedere, lungo la strada panoramica nord, poteva avere ben altre conseguenze. Invece, e per fortuna, appena il fumo era visibile, il primo passante raggiunta la sommità della strada panoramica, ha incontrato per caso una squadra di operai del comune che era in zona al lavoro.
Pochi minuti, e gli stessi operai si sono precipitati qualche centinaia di metri più in basso, e hanno iniziato a spegnere le fiamme, allertando le squadre di soccorso. Non è servito nemmeno l’intervento dei vigili del fuoco, scongiurato appunto dalla velocità delle operazioni di spegnimento, con solo pochi metri quadrati di sterpaglie e arbusti andati in fumo. Però il fuoco, che già in quel punto era stato appiccato negli anni scorsi, questa volta poteva creare davvero seri danni.
Il vento forte che arrivava dal mare rappresentava un ulteriore pericolo: in basso ci sono le case, e il costone che si snoda verso poggio alle Trincee è pieno di olivi. Se le fiamme fossero partite con più decisione, e se non ci fosse stato il rapidissimo intervento dei tecnici comunali, il fuoco poteva aggredire le prime villette che si trovano alla sommità della strada. Sul posto i carabinieri, e i vigili urbani, anche se non c’è stato bisogno di interrompere il traffico, proprio perché lo spazio della piazzola di sosta è stato sufficiente per intervenire.
A destare preoccupazione è però l’intensità degli incendi. Praticamente nell’ultima settimana, da quando il piromane si è rifatto vivo, sono stati sette gli incendi divampati nel comune castiglionese. Una vera sfida a tutti, non solo alle autorità. Le indagini, hanno preso una direzione ben precisa, ma non è semplice intercettare e farsi un’idea precisa di chi possa essere stato. Anche se le zone d’interesse sono quasi sempre le stesse, la strada panoramica è ormai diventata un cratere continuo, le variabili rimangono molte. Ieri per esempio, l’orario scelto è stato mezzogiorno quando il traffico era più intenso. Inoltre c’è da capire con esattezza come viene innescato il fuoco.
Si sono fatte varie ipotesi, tra cui la classica diavolina incartata in fogli di giornale, che ci mette un po’ a prendere il via. Ma una teoria che sta prendendo sempre più consistenza è quella riguardante le “pallette” di zolfo. Si tratta di un innesco davvero sofisticato ma micidiale. Lo zolfo infatti, che si trova anche granulato dopo averlo fatto bollire viene impregnato nelle pezze di juta: lasciato asciugare ridiventa solido e consistente.
Praticamente una volta accesa la “palletta” di zolfo è impossibile da spegnere fino al suo esaurimento: un innesco appunto devastante, ideale per far partire un incendio nella sterpaglia, grazie soprattutto poi al vento, decisivo per alimentare le fiamme.
E non è nemmeno soltanto Castiglione della Pescaia ad essere stata presa di mira.
Ieri i vigili del fuoco del comando provinciale sono stati chiamati anche per altri due roghi, uno scoppiato sulla strada delle Strillaie e l’altro al Casotto Pescatori. Un canneto, un po’ di sterpaglie: l’estensione dell’incendio, alla fine, è stata 9 ettari in totale. I vigili del fuoco sono intervenuti una prima volta alle 10, poi sono stati richiamati alle 12,30.
E anche alle porte di Grosseto, il sospetto che ad appiccare le fiamme sia stato qualcuno, si fa sempre più forte. Perché gli incendi si stanno ripetendo da giorni e le zone prese di mira, come a Castiglione, sono sempre le stesse.
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