La manifestazione
Il Comune vende solo due terreni
Grosseto, su un elenco di 11 lotti per un totale di quattro milioni di euro, l’ente intasca 200.000 euro. Il mercato è ancora fermo
GROSSETO. Briciole. Alla fine i “rami secchi” del Comune di Grosseto portano nelle casse municipali poco più di 200.000 euro rispetto ai 4 milioni di euro qual era il valore complessivo degli 11 lotti in vendita. Proprio in questi giorni il Comune è riuscito a vendere solo un paio di terreni inseriti nell’elenco delle alienazioni. Il mercato è ancora fermo e saranno pochi gli investimenti che ne potranno scaturire. Quali? «Le somme ricavate - spiega per ora genericamente il Comune - andranno a coprire le spese per la viabilità».
Venduti. Le offerte sono arrivate in busta chiusa in questi giorni, la scadenza era il 7 luglio: c’è l’aggiudicazione provvisoria per un terreno alla Canova (Marina di Grosseto) nei pressi della strada provinciale delle Collacchie (prezzo base 38.910 euro) e un altro in area pip (produttiva) in via Giada (194.000 euro). Venduti con leggero rialzo, tutti e due porteranno in cassa circa 250.000. A giorni ci sarà l’aggiudicazione definitiva e saranno stipulati i contratti per i passaggi di proprietà.
E invenduti. Sono invece 9 i lotti che tornano sul mercato nella prossima asta che sarà presumibilmente bandita entro fine anno, forse a settembre-ottobre. Invenduto eccellente è l’ultimo bene inserito nell'elenco municipale, l’ex parcheggio Cosimini che era stato acquisito al patrimonio nel maggio 2015 dopo 40 lunghissimi anni di proprietà privata. Con questo il Comune puntava a far cassa. Si tratta di un grosso parcheggio interrato sotto via Matteotti, via Bonghi e via Rattazzi un tempo appartenente alla società Cosimini srl andata in liquidazione. Prezzo a base d’asta 609.000 euro: nessun imprenditore si è fatto avanti, come invenduta è un’area edificabile con destinazione a edilizia residenziale sociale in via Bramante a Marina (base d’asta 693.000 euro) da edificare e urbanizzare. È andata male ad alcuni lotti che l’elenco delle indica come produttivi (areee Pip) in via Cina e via Malenchini a Braccagni, proposti a 236.000 e 56.000 euro (un terzo lotto in via Giada è stato invece aggiudicato). Già invenduti nei bandi precedenti, sono tornati in circolo continuando a non riscuotere appetiti i due poderi a Batignano, in località Monte Calvello (podere La Scagliata) e a Stertignano: il Comune contava di ricavare 115.000 euro dal primo e 238.000 dal secondo, ma al momento nulla. Il primo (ex azienda Il Terzo) ospitava il custode; il secondo comprende 106 ettari di bosco ceduo, lecci e querce immersi in una natura bellissima. Non desta interesse neanche l’ex Intendenza di Finanza a Grosseto acquisita nel 2015 a costo zero con il Federalismo demaniale (475.000 euro). E tornerà all’asta un’area comunale sportiva con accesso da via Senese: per 1 milione e 120.000 euro (prezzo base) è concesso un diritto di superficie per 40 anni rinnovabile per altri 40: sarà possibile realizzarvi piscina, spa, campi da tennis e calcio, palestra (non case). Chi spunterà il bando potrà fare il progetto, realizzarlo e gestirlo, ma per ora nulla.
Mercato fermo. Il mercato grossetano non attrae ancora interlocutori vogliosi di investire, realizzare progetti e costruire, insomma. Per un ente pubblico in bolletta che non vende o vende poco, risulterà impossibile finanziare opere pubbliche degne di nota. Solo cose relativamente modeste. «Sistemeremo le strade», spiega l’ente.
Via la clausola che frena gli investimenti. Quando tutto verrà rimesso a gara nel prossimo bando (gli attuali 9 lotti più un altro che non è dato sapere), ci sarà una novità che potrebbe portare una boccata d’ossigeno alle casse comunali. La cancellazione del patto di stabilità prevede che, tra le altre cose, non vi sia più l’obbligo da parte di chi acquista di versare l’intera cifra entro 20 giorni. «Finora e anche con quest’ultimo bando è stato così - spiega il Comune - C’era questa clausola che può aver costituito un freno ai potenziali inquirenti mentre da qui in poi verrà meno questo elemento “ostativo” e gli investitori potrebbero essere invogliati a comprare di più, senza più l’incubo di avere una liquidità pronta subito».
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