Attenzione
Equiparato a uno zoo, aspetta il rilancio
Il parco del Monte Amiata è, secondo la legge, uno zoo. Questa storica struttura gestita dall’Unione dei comuni dell’Amiata grossetana, in convenzione con la Regione Toscana, sta conoscendo un...
Il parco del Monte Amiata è, secondo la legge, uno zoo. Questa storica struttura gestita dall’Unione dei comuni dell’Amiata grossetana, in convenzione con la Regione Toscana, sta conoscendo un momento di declino e il suo sviluppo si è bloccato. «Le risorse regionali non arrivano più», spiega Lorenzo Fazzi, responsabile dell’organizzazione del Parco e presidente di Genomamiata. «Il personale, da dieci dipendenti che erano, si è ridotto a due unità. Il parco non ha riconoscimento giuridico suo proprio, ma può rimanere aperto in quanto riconosciuto dal ministero come giardino zoologico secondo il decreto legislativo 73 del 2005. È una struttura pubblica, insomma, come prevede la legge, avente carattere permanente e territorialmente stabile, aperta al pubblico, che espone e mantiene specie selvatiche, anche nate e allevate in cattività e promuove programmi di educazione e di sensibilizzazione». Una situazione a dir poco mortificante, in vista di un grande progetto di rilancio per mettere a sistema tutto il ricco complesso delle riserve, parchi, aree protette di cui l’Amiata è dotata, ma che stenta a decollare. E nel frattempo? «Per il parco c’è un progetto – spiega ancora Fazzi – per mettere a norma i recinti e siamo in attesa di un bando che deve pubblicare l’Unione dei comuni per la gestione di tutto il Parco del Monte Amiata». Ma nel frattempo è rimasta giusto la biglietteria, due persone che vi lavorano e il biglietto d’ingresso si è fermato a 3 euro e cinquanta centesimi. Con lo sconto per le scuole. «Attendiamo speranzosi che qualcosa si muova», chiude Fazzi. (f.b.)
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