Il Tirreno

Grosseto

IL PRIVATO CHE INVESTE

Restyling di Porta Vecchia, è avanti tutta

di Giovanna Mezzana
Antonfrancesco Vivarelli Colonna e Riccardo Colasanti
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Antonfrancesco Vivarelli Colonna e Riccardo Colasanti

Grosseto, il sindaco convoca Colasanti, l’imprenditore che si candida a sostenere la spesa e che da mesi attende un sì dalle Belle Arti

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GROSSETO. Non ha lasciato indifferente il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna l’accorato appello di un imprenditore disposto a mettersi le mani in tasca per fare un regalo ai suoi concittadini e finito in un cul-de-sac per colpa delle lungaggini e delle incomprensibili storture tipiche delle pubbliche amministrazioni. Riccardo Colasanti, l’imprenditore che vuole ristrutturare Porta Vecchia a sue spese – cioè qualcosa di raro come la neve ai tropici – è stato invitato a Palazzo civico: ha incontrato il primo cittadino, il suo vice Luca Agresti e l’assessore ai lavori pubblici Riccardo Megale. Il restyling di Porta Vecchia si farà: come dovranno dirlo le Belle Arti, ma Grosseto farà di tutto per non perdere questa chance. Parola di sindaco.

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L’appello. Otto mesi fa, era l’inizio di ottobre, Colasanti – rappresentante della quarta generazione di una delle più note famiglie grossetane di commercianti, i Camarri-Colasanti – si era candidato pubblicamente a sostenere le spese per ristrutturare Porta Vecchia: luogo caro ai grossetani e, con le Mura, simbolo per antonomasia della città. Dopo un primo abboccamento a dicembre 2015 con Vanessa Mazzini, numero uno della Soprintendenza per i beni architettonici della Toscana del Sud, il progetto di Riccardo Colasanti, che intorno a Porta Vecchia ha quattro negozi di scarpe, è andato in stand-by. Le Belle Arti sono sparite all’orizzonte e a nulla sono valsi i tentativi, a più riprese, con cui l’imprenditore ha cercato di riprendere il dialogo. Quindi il 12 luglio l’appello tramite Il Tirreno al nuovo inquilino di Palazzo civico.

Il sindaco risponde. Vivarelli Colonna non intende farsi scappare un privato che vuol impiegare risorse proprie per il bene della città. Cosa fa? Semplice, lo contatta. Il 14 luglio c’è stato l’incontro: «Molto pragmatico – commenta al termine Colasanti – Il sindaco tiene molto all’iniziativa privata, anzi, ha detto che il futuro è la sinergia tra pubblico e privato».

Via l’ostacolo. Il progetto dell’imprenditore era finito in un tunnel: la Soprintendenza, che si era presa l’incarico di mettere su un tavolo tecnico per la messa a punto del progetto di ristrutturazione, latitava. E Colasanti non sapeva come procedere: «Mi devono dire se, come e quanto posso intervenire» ci aveva spiegato. Il sindaco ha preso il toro per le corna. Al diavolo il tavolo. «L’amministrazione comunale ed io – dettaglia Colasanti – condivideremo un progetto e insieme lo presenteremo alla Soprintendenza. Se ci danno nulla osta, bene; altrimenti, si discuterà. Questo è il percorso tracciato dal sindaco».

Soddisfatto. Colasanti  – finalmente – ha visto la luce fuori dal tunnel. È arrivato intanto, per cominciare, un pizzico di soddisfazione per un imprenditore che vuole restituire qualcosa a una città che gli ha dato molto. A lui e alla sua famiglia. «Ce ne fossero...» si sente dire per strada. L’appuntamento è per settembre. Con le idee chiare e con un progetto da condividere, come ha detto il sindaco. Si parte.

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