Il Tirreno

Grosseto

Franci: «Io traghettatore del Pd? No, grazie»

Franci: «Io traghettatore del Pd? No, grazie»

L’ex parlamentare dà fiducia al segretario Simiani e a Mascagni e punta sui giovani sindaci

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GROSSETO. Claudio Franci traghettatore del Pd grossetano fino al congresso per calmare le acque e ricompattare il partito? «No, grazie. Sono uno di montagna e soffro il frusciar delle onde», commenta Franci alla notizia che in molti, dopo l’acuirsi della crisi dem a Grosseto, avevano fatto il suo nome per ricucire e superare il gap.

«Leggo sulla stampa che alcuni colleghi sindaci e dirigenti del Pd pensano al sottoscritto come uno dei possibili traghettatori del partito fino al congresso. A loro va il mio più sincero ringraziamento per la stima e la fiducia accordatami – dice l’ex parlamentare Pd – ma sarei fortemente a disagio sia nel ruolo di Caronte (la barca potrebbe ribaltare), che di semplice nocchiero».

Al di là delle battute, Franci, chiamato in causa, fornisce una serie di elementi e propone anche l’ipotesi possibile di un bandolo per tirar fuori il Pd dalle sabbie mobili post elettorali. Punto focale, secondo il sindaco di Castel del Piano, non scaricare solo sul segretario provinciale tutte le responsabilità della sconfitta elettorale. «Tutto questo ciarlare e soffiare sul fuoco – dice – ha come unica ricaduta quella di destabilizzare ancor più la situazione, ammesso che sia possibile, ed è deleterio scaricare sul segretario provinciale tutte le responsabilità. Una conferma di questo viene dall’attivismo del risorto signor Valente che con una notevole faccia tosta chiede coerenze di comportamenti, che posso ritenere condivisibili, ma che non ha mai applicato a se stesso. Questo la dice lunga sulla bontà d’intenti di alcuni che stanno dimostrando oggi grande interesse per il futuro del partito. Se qualcuno pensa di ripartire da lì ho l’impressione che il neosindaco Vivarelli Colonna vivrà indisturbato per molto tempo».

Secondo Franci la sconfitta elettorale a Grosseto ha ragioni più complesse di quelle che affibbiano la responsabilità al segretario Marco Simiani. «Mi pare non si vogliano affrontare – dice Franci – e anzi, si coglie l’occasione per riproporre vecchi giochi di potere e superati equilibri politici... Allora invece dei Borghi e dei Valente, sarà il caso di mettere al centro del discorso questioni di fondo e un progetto che contenga le modalità con cui questo territorio vuole costruisce il proprio futuro in contesti fortemente cambiati?».

Franci si riferisce ai grandi temi: sanità, rifiuti, trasporti, nascita dell’area vasta. In questo contesto, secondo Franci non basta un traghettatore, ma ci vuole un equipaggio. «Le questioni – dice Franci – sono due: strategie politiche e organizzazione politica con solidi quadri dirigenti. E la forza dei gruppi dirigenti non si misura solo con la conta dei fedeli all’uno o all’altro personaggio di turno, bensì con la capacità di indicare un futuro alla comunità. E qui si pone il problema di come ripartire. Intanto coloro che hanno responsabilità, che sono stati eletti, hanno il dovere di dare una mano se vogliono continuare a star nel partito e in un momento di difficoltà il segretario andrebbe rafforzato magari con alcuni sindaci giovani; a Grosseto occorre ripartire da Mascagni che ha recuperato una situazione compromessa. Simiani per onestà passione impegno può guidare questo processo; i traghettatori e i commissari a parte quelli di polizia non mi pare siano riusciti in chissà quali soluzioni».

Fiora Bonelli

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